Ppr: un "Profit & Loss Account" per l'impatto ambientale

Si rafforza l'impegno del colosso d'oltralpe a investire nella sostenibilità come leva del business, anche attraverso un nuovo strumento chiamato Environmental Profit & Loss Account (E P&L), il cui obiettivo è "monetizzare" l'impatto ambientale dei global brand che fanno parte della unit Luxury and Sport & Lifestyle nelle varie fasi della supply chain. Un'iniziativa senza precedenti, come ha sottolineato oggi il chairman e ceo François-Henri Pinault.
"L' E P&L Account - ha spiegato l'imprenditore - rappresenta uno strumento pionieristico per capire su quali fasi possiamo intervenire, in modo da prendere decisioni che tengano davvero conto della natura. La sostenibilità è un must per la competitività e il risparmio sui costi che ne deriva, insieme alla minimizzazione dei rischi, è solo uno dei tanti elementi da tenere in considerazione".
La prima label passata al setaccio è stata Puma: in base all'E P&L Account, l'impatto sull'eco-sistema generato in cinque ambiti - emissioni di gas, gestione dell'acqua, uso della terra, inquinamento dell'aria e scarti - da monte a valle della filiera di questo brand è quantificabile in 145 milioni di euro nel 2010, di cui 137 milioni (il 94%) relativi alla supply chain e, di questi, 83 milioni (il 57%) alla produzione di materie prime.
Come sottolinea un comunicato, si tratta di costi che non hanno alcun effetto sugli utili netti di Puma. Servono però come "unità di misura" per questa e, progressivamente entro il 2015, anche per le altre realtà che rientrano sotto l'ombrello della divisione Luxury and Sport & Lifestyle. "Del resto se non studiamo questi aspetti, come possiamo gestirli al meglio?" è stata la considerazione di Jochen Zeitz, per 18 anni ceo di Puma, per il quale è stata creata in seno al gruppo la carica di chief sustainability officer.
a.b.
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