Prada: cassa integrazione "morbida" per 250 persone

La crisi globale colpisce anche i mostri sacri del lusso: per la prima volta nella sua storia Prada ricorrerà alla cassa integrazione. Si tratterà, tuttavia, di un provvedimento "morbido" e temporaneo, come sottolineato anche dagli stessi sindacati, con i quali la maison ha raggiunto un accordo.
Nel dettaglio, il provvedimento riguarderà 250 lavoratori dei due stabilimenti aretini della ex Lamos (che produce calzature donna) e della ex Gma (specializzata nell’abbigliamento). La misura, che scatterà nei prossimi giorni, durerà circa un mese, durante il quale i 250 lavoratori interessati dal provvedimento (il 10% rispetto al totale di 3mila impiegato nel distretto toscano) andranno a rotazione in cassa integrazione cinque giorni alla settimana.
“Negli anni passati Prada gestiva il fisiologico calo della produzione tra la collezione primavera-estate e la collezione autunno-inverno con la rotazione delle ferie e la flessibilità - ha spiegato Alessandro Mugnai, segretario generale della Filtea di Arezzo - ma quest'anno non è stato possibile a causa, tra l'altro, della riduzione della domanda”.
Il ricorso alla cassa integrazione non si ripercuoterà tra l’altro sull’indotto. “Prada non è un’azienda in crisi”, ha assicurato Mugnai.
m.g.
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