Prada in frenata l'utile di gruppo

Anche se rallenta, continua nel 2001 la crescita del gruppo Prada. Il fatturato consolidato arriva a quota 1.729,4 milioni di euro (+5,4%). In forte frenata l'utile netto, sceso a 24 milioni di euro contro i 94,2 milioni del 2000. I risultati sono stati presentati oggi dal management del gruppo che ha spiegato il calo della redditività in conseguenza dei forti investimenti nei nuovi marchi, del peso degli interessi passivi e di una maggiore incidenza fiscale. In particolare, lo scorso anno gli oneri finanziari netti che hanno inciso sul conto economico del gruppo sono stati pari a 40 milioni di euro (erano 60 milioni nel 2000). Il bilancio 2001 evidenzia un indebitamento finanziario netto pari a 972,1 milioni di euro (erano 990,8 nel 2000). Prada e Miu Miu hanno contribuito per il 77,7% ai ricavi netti consolidati per complessivi 1.343,4 milioni di euro, in crescita del 2,1%, mentre i marchi Jil Sander e Church's hanno realizzato rispettivamente 143,1 milioni di euro di vendite (+5,4%) e 65,1 milioni. Per gli altri marchi la crescita è stata del 107,7% a quota 64,4 milioni di euro. Non sono state fornite indicazione sulla redditività dei singoli marchi, anche se "i risultati di Prada e Miu Miu - ha detto il presidente e amministratore delegato Patrizio Bertelli - sono stati sensibilmente migliori rispetto agli altri". Nella distinzione per aree geografiche, sono andate molto bene l'Italia, dove i ricavi sono stati pari a 444,6 milioni di euro (+18,6%), e l'Europa (+16,6%), mentre in America e Asia-Pacifico i decrementi sono stati rispettivamente del 7,1 e dell'1,3%.
l.t.
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