Prada smentisce l’ipotesi di trattative con Richemont e punta alla crescita nell’area Asia Pacific

Prada smentisce le voci relative a una presunta negoziazione con il gruppo Richemont per la cessione di una quota del proprio capitale. La griffe milanese ha inaugurato di recente due boutique in Cina, a Shanghai e Shenzhen, e una a Taiwan, nell’ottica di un’espansione nell’area Asia Pacific.
L’ipotesi di un matrimonio fra il gruppo Prada e la Compagnie Financière Richemont, circolata lo scorso martedì sul New York Post, è stata smentita ufficialmente dalla maison che ha dichiarato: “Neghiamo in maniera categorica qualsiasi tipo di trattativa”. Secondo l’organo di stampa statunitense, la griffe milanese sarebbe vicina a cedere alla realtà ginevrina circa un terzo del capitale. Nessun commento giunge invece da Richemont, cui fanno capo, tra le altre, le griffe Chloé, Cartier, Van Cleef & Arpels.
La scorsa estate, mentre la maison era alle prese con la negoziazione relativa ai debiti in scadenza nel 2009, si era già scatenata una ridda di voci analoghe. Anche allora, il nome di Richemont era circolato, con relativa smentita. Le indiscrezioni si erano poi placate all’indomani del raggiunto accordo con le banche per l’estensione al 2012 dei termini di pagamento di 450 milioni di euro di debiti.
Intanto la casa di moda punta a crescere nell’area Asia Pacific. Tra la fine dello scorso dicembre e gli inizi di questo mese sono state inaugurate due boutique in Cina, a Shanghai e Shenzhen, e una a Taiwan, tutte su progetto dell’architetto Roberto Baciocchi. Aperto il 23 dicembre, il punto vendita di Shanghai sorge presso il mall Plaza 66, dove occupa una location di circa 1.400 metri quadri su più livelli. Il 25 dicembre è stata la volta di Taiwan, dove è nato uno store a Kaohsiung, all’interno del mall Isetan Talee, che si estende su 500 metri quadri. Il 4 gennaio è stato avviato il nuovo monomarca di Shenzhen, metropoli della Cina meridionale: 850 metri quadri presso lo shopping center The Mix.
c.me.
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