Prada sottoscrive un finanziamento con le banche e smentisce l’ipotesi Lu Qiang

Prada sotto i riflettori: il gruppo ha sottoscritto un contratto di finanziamento di 360 milioni di euro con un pool di banche e ha smentito la notizia in base alla quale il finanziere cinese Lu Qiang avrebbe acquisito il 13% della maison e sarebbe in trattative per altre partecipazioni, al fine di diventare l’azionista di controllo.
Il newspaper Economic Observer aveva fornito anche i dettagli di questa operazione: dopo aver accumulato indirettamente, ossia attraverso una società italiana di cui non è stato fatto il nome, il 13% di Prada nel corso degli ultimi due anni, per una cifra pari a 20 milioni di euro, il magnate cinese (chairman della Shanghai Fox Industrial Co.) avrebbe puntato a crescere ancora, con l’obiettivo di trasformarsi nel principale shareholder.
Secca la smentita da parte della maison milanese: “Tale informazione – recita una nota – è priva di un qualunque fondamento”. “Il capitale di Prada – prosegue il comunicato – è detenuto per il 94,89% dalla famiglia Prada e da Patrizio Bertelli (marito di Miuccia Prada) e per il residuo 5,11% da Banca Intesa SanPaolo”.
Nei giorni scorsi alcune agenzie di stampa sono tornate, inoltre, sul piano di quotazione in Borsa della casa di moda (alcuni rumors ipotizzavano al listino di Hong Kong, vedi fashionmagazine.it del 3 giugno): “L’approdo in Borsa di Prada è un obiettivo del gruppo – ha detto Gaetano Micciché, responsabile corporate di Intesa SanPaolo -. Vedremo quando il mercato ci consentirà un’operazione secondo gli standard e gli obiettivi dell’azienda e degli azionisti”.
È di oggi invece la notizia della sottoscrizione di un contratto di finanziamento a tre anni di 360 milioni di euro con un pool di banche, formato da Banca Imi (global coordinator), Intesa SanPaolo, Unicredit Corporate Banking, Crédit Agricole Corporate and Investment Bank, Mizhuo Corporate Bank-Milan branch, Hsbc Bank-Milan branch, Monte dei Paschi di Siena e Natixis-Milan branch. "Questa operazione ha lo scopo - dice una nota - oltre che di rifinanziare il debito in scadenza, di sopperire alle esigenze di sviluppo del Gruppo Prada che, grazie alla propria strategia di potenziamento del network retail, sta registrando significativi tassi di crescita delle vendite e della redditività, con una contestuale riduzione della posizione finanziaria netta".
a.t.
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