"Prato non deve chiudere": sabato la città scende in piazza in difesa del tessile

Serviranno più di mille persone per stendere lo striscione di stoffa lungo un chilometro simbolo della manifestazione di protesta del distretto tessile pratese, in programma sabato 28 febbraio. L’obiettivo del corteo, invitato a scendere in piazza dal tavolo di distretto a cui siedono la Cciaa, la Provincia, i Comuni e le forze economiche e sociali, è quello di richiamare l’attenzione del Governo sulle difficoltà del tessile.
“Prato non deve chiudere” recita lo slogan che da giorni echeggia in città a sollecitare un numero più alto possibile di presenze, tra le quali si possono già contare i rappresentanti degli altri distretti tessili italiani, quali Biella, Como, Vicenza e Carpi che parteciperanno con i gonfaloni dei rispettivi Comuni, in virtù dell’accordo tra queste città per richiedere di inserite il settore del tessile-abbigliamento nel pacchetto di “aiuti di stato” a sostegno dell’economia.
Da programma la manifestazione prenderà avvio alle 9 dalla centralissima piazza Mercatale, dove sarà montato anche il palco dei relatori, per proseguire in direzione di piazza San Marco e quindi verso viale della Repubblica, sede dello storico istituto tecnico Buzzi, in cui si sono formati molti imprenditori tessili della zona. L’iniziativa di mobilitazione prevede inoltre la confezione di un abito per il presidente della Repubblica Giorgio Napoletano, da consegnare a Roma insieme a un appello della città.
Intanto tutti i cittadini sono stati invitati a partecipare alla manifestazione di sabato attraverso un battage pubblicitario fatto di volantini, locandine affisse nei negozi e nelle associazioni, spot radiofonici e un passaparola che solo via web, attraverso il popolo dei frequentatori di Facebook, ha già raccolto centinaia di adesioni.
b.b.
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