Première Vision: nessuna battaglia contro Milano Unica

Non teme la concorrenza di Milano Unica ma, soprattutto, non vuole dichiarare battaglia, perché "non ha senso farci la guerra tra di noi. Anzi, noi europei dobbiamo fare fronte comune per difenderci dalla concorrenza orientale". Con queste parole Daniel Faure, presidente del salone tessile parigino Première Vision, ha presentato oggi a Milano la nuova edizione della fiera, che si terrà dal 21 al 24 febbraio 2006.
"Il nostro non è il salone francese dei tessuti – ha detto Faure – ma un salone europeo che si tiene in Francia". "Nel nostro cda – ha proseguito - siedono produttori di altri Paesi della Ue, tra cui quattro italiani, e su circa 750 espositori, appena 130/150 sono francesi: gli altri provengono da 25 nazioni diverse". Ma l’impronta internazionale di Première Vision, che la scorsa edizione ha registrato 32 mila visitatori (il 3,5% in meno rispetto all’appuntamento precedente), riguarda soprattutto i buyer: il 75% arriva dall’estero e molti sono extraeuropei.
Dopo la collaborazione siglata lo scorso anno con gli altri saloni francesi della moda (Expofil, Le Cuir à Paris, Indigo e Mod’Amont), Faure ha annunciato per la prossima edizione altre importanti novità. I circa 90 mila metri quadrati di superficie espositiva saranno divisi in quattro "quartieri": Fancy Seduction, dedicato alle proposte fantasia; Tailored Distinction, l’universo dell’eleganza, del formale e dei materiali strutturati; Relaxed Attitude, regno del casual e del comfort; e Active Pulsation, riservato a sport, tecnica e performance.
Ma quest’anno, ha detto ancora Faure, la serietà e la professionalità della rassegna si arricchiranno di iniziative e più spazi per convivialità e relax.
Resta immutata, tuttavia, la qualità dell’offerta, garantita, come tengono a precisare gli organizzatori, da un comitato di selezione (di cui fanno parte anche tre produttori italiani di cui Faure non ha voluto fare i nomi) che sceglie le aziende espositrici, esclusivamente europee tranne alcuni, selezionati tessitori provenienti da Giappone, Perù, Brasile e Turchia.
g.m.
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