Presentata alle autorità l’iniziativa InVesti Italiano

Mentre è in discussione al Senato il provvedimento legislativo a sostegno del made in Italy "100 per cento Italia", recentemente approvato dalla Camera dei deputati, Cna Federmoda presenta a Roma il progetto InVesti Italiano. Si tratta di un marchio di eccellenza, ma anche di una serie di iniziative volte a sensibilizzare le autorità italiane ed europee sulla questione della riconoscibilità e della tutela dei prodotti italiani.
Presso la Residenza Ripetta di Roma, infatti, il progetto InVesti Italiano è stato presentato ieri alla stampa e ad alcuni deputati e senatori del Parlamento. Nel pomeriggio è stata la volta della X Commissione Attività Produttive del Senato. In un futuro ormai prossimo, gli artigiani e le piccole imprese della moda si muoveranno verso l’Unione europea: si parla, infatti, della metà di dicembre affinché si creino le condizioni per costruire una prima bozza di regolamento da portare in Commissione sulla controversa questione dell’indicazione d’origine.
Come riportano da Cna Federmoda, sono 12.600 circa le imprese della moda che hanno cessato l’attività negli ultimi cinque anni: nei dati a fine 2004 risulta un totale di 103.547 aziende, pari al 16% del settore manifatturiero e in calo dell’11% rispetto al 1999. L’export mantiene un saldo positivo, a quasi mezzo miliardo di euro, ma ridotto del 9% rispetto al ’99.
Il progetto di sensibilizzazione è partito dalla creazione dell’etichetta InVesti Italiano, evocativa della necessità di vestire, ma anche di investire economicamente sul prodotto made in Italy. Per promuoverla sono state create circa un migliaio di magliette esclusive, realizzate con tecnologie avanzate e dall’ elevato contenuto fashion, connotate dal nuovo marchio e correlate da un’etichetta esplicativa del progetto e del valore intrinseco del prodotto. Questi capi sono stati consegnati all’incontro con le autorità di Roma e arriveranno ai parlamentari nazionali a Bruxelles, oltre che ai consiglieri regionali.
All’iniziativa, sostenuta dal Comune di Carpi e dalla Provincia di Modena, hanno aderito anche Confartigianato–Federimprese Emilia Romagna e Associazione Industriali di Modena. Un’ operazione resa possibile anche con il sostegno della Camera di commercio modenese.
e.f.
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