Presentato ieri Notes, il brand con cui Miroglio Fashion debutta nel settore dei piumini

Si chiama Notes il brand con il quale il Miroglio Fashion fa il suo ingresso nel mondo del piumino. Presentati ieri alla forza vendita i 40 modelli della collezione d’esordio, che comprende anche un capo icona multifunzione, l’N 2010.
“Il progetto nasce da una precisa richiesta di mercato - ha detto in apertura della sfilata evento, svoltasi nella tenuta Fontanafredda a Serralunga d’Alba, Lorenzo Boffano, direttore della divisione trade Miroglio Fashion -. Potrebbe sembrare che ci sia un’inflazione di piumini eppure i clienti erano alla ricerca di una collezione nuova supportata da un’azienda forte. E non ci siamo tirati indietro”.
"Notes vuole colpire la fascia alta di mercato - precisa a fashionmagazine. it Lorenzo Boffano -. Sarà un piumino di lusso ma nell’ambito dell’accessibilità, con prezzi al pubblico tra i 350 e i 1.000 euro”.
Tra le soluzioni, che dall’immagine sportswear si spostano gradualmente fino alla sera, spicca il modello battezzato N 2010: è costituito da due pezzi, una giacca con le maniche a 3/4 più un gilet, entrambi reversibili in bianco e nero, da sovrapporre a piacimento e da reinventare ogni volta aggiungendo e togliendo cinture e manicotti in pelo o in nylon che sono in dotazione come la borsa imbottita e gli occhiali da sole.
“L’obiettivo della prima stagione, in consegna da giugno - continua Boffano - è vendere 15/20 mila capi attraverso 350 vetrine”. Il progetto parte al momento solo in Italia ma dall’autunno-inverno 2011/2012 investirà tutti i mercati di riferimento del gruppo.
Intanto è già partita una campagna teaser che anticipa l’ingresso sul mercato della nuova collezione. “Siamo fuori da una decina di giorni e abbiamo già ricevuto riscontri oltre le aspettative - afferma il direttore comunicazione e immagine Mauro Davico -. La campagna sta destando molta curiosità”.
Elena Miroglio, responsabile strategie corporate Miroglio Group, aggiunge: “Il progetto Notes è il nostro modo di rispondere alla nuova struttura del mercato. La crisi impone alle aziende qualità, accessibilità ma anche una maggiore attenzione alla specializzazione del prodotto per tornare a supportare con maggiore decisione il canale multimarca”.
m.b.
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