Primo gennaio 2005: Smi chiede regole uguali per tutti e rigore nel farle rispettare

"Lo sviluppo del tessile-abbigliamento non passa attraverso i contingentamenti, ma per una sana e leale competizione": lo ha ribadito nei giorni scorsi il presidente di Sistema Moda Italia, Paolo Zegna, intervenuto alla conferenza stampa di Adolfo Urso, viceministro delle Attività Produttive. Richieste regole chiare, uguali per tutti e da fare rispettare rigorosamente.
Dal primo gennaio 2005, infatti, con l’entrata in vigore dell’accordo sul Tessile e l’Abbigliamento, saranno eliminate le quote all’importazione previste dall’Accordo Multifibre e in vigore da oltre 40 anni, che proteggevano il tessile europeo, statunitense e canadese.
Condivise da Smi le preoccupazioni del governo italiano “sull’anomala aggressività dell’export cinese” che, secondo l’associazione di categoria, “sollecitano un’attenta azione di monitoraggio”.
Come ha rammentato Zegna, molte aziende del made in Italy hanno mantenuto le proprie posizioni sui mercati, nonostante la crisi del triennio 2001-2003 e in assenza di politiche industriali coordinate ed efficaci, come quelle auspicate nel documento congiunto firmato pochi giorni fa dalle associazioni imprenditoriali e dalle organizzazioni sindacali del comparto (vedi fashionmagazine.it del 25 ottobre). “Ma le capacità di adattamento di comparti non marginali del tessile-abbigliamento-moda non sono illimitate”, ha sottolineato il presidente di Smi, chiedendo azioni tempestive e mirate a livello nazionale e comunitario.
Smi confida inoltre sulla tracciabilità obbligatoria per le merci importate nella comunità e per quelle prodotte dai 25 Paesi e circolati al suo interno: in questo modo sarebbe tutelato non solo il patrimonio produttivo, ma anche il consumatore.
”Non auspichiamo protezionismi velleitari e artificiosi – ha concluso Zegna – ma la progressiva adozione di regole cogenti che assicurino, fra l’altro, il rispetto delle condizioni di lavoro civili, la tutela dell’ambiente e sanzionino il ricorso alla contraffazione”.
e.f.
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