Primo maggio: a Milano i negozi resteranno chiusi

Prendendo in contropiede chi dava ormai per certa la deroga per l'apertura dei negozi milanesi il primo maggio, il sindaco Letizia Moratti ha fatto marcia indietro: sabato sarà giorno di chiusura, in linea con il passato. Come ha spiegato il primo cittadino, si tratta di una scelta dettata dal rispetto per la Festa del Lavoro.
La decisione è stata presa stamattina, durante un incontro cui hanno partecipato, oltre a Letizia Moratti e a Giovanni Terzi (assessore alle Attività Produttive e alle Politiche del Lavoro e dell'Occupazione), il prefetto Gian Valerio Lombardi, il questore Vincenzo Indolfi, il presidente della Provincia Guido Podestà e l'assessore alla Sicurezza della Provincia Stefano Bolognini.
Soddisfatti i sindacati, che ieri si erano confrontati con Terzi, esprimendo il proprio dissenso verso l'eventuale provvedimento e minacciando di proclamare uno sciopero. "Non si può ridurre tutto a una questione di consumi. Non stiamo parlando di servizi essenziali - aveva dichiarato in particolare Danilo Galvagni, segretario generale della Cisl di Milano -. Gli acquisti si possono rimandare di un giorno. Oltretutto, in tempo di crisi, non mi pare che i lavoratori e le famiglie abbiano tutti questi soldi da spendere...anzi, è uno schiaffo in faccia a chi ha perso il lavoro o è in cassa integrazione".
Resterà invece con l'amaro in bocca chi caldeggiava una presa di posizione pro-apertura: in primo luogo la Confesercenti e diverse associazioni di via, come quella di Montenapoleone, il cui neo-presidente Guglielmo Miani auspicava "un segnale importante per una città turistica come vuole essere la nostra". Sull'argomento si è espressa persino la Chiesa: in un'intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera il responsabile pastorale per il Lavoro della Diocesi di Milano, don Raffaello Ciccone, non ha usato mezzi termini, sostenendo che il riposo è un valore fondamentale e che "la crisi passa, i valori restano".
a.b.
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