Processo John Galliano: il verdetto il prossimo 8 settembre

La corte si riunirà il prossimo 8 settembre per emettere la sentenza sul processo a John Galliano, imputato a Parigi per ingiurie razziali. “Ero sotto l’effetto di alcool e psicofarmaci”, si è difeso lo stilista, che ha detto di non ricordare niente dell’accaduto e di non essere antisemita.
Chiamato a giudizio per i fatti risalenti al 24 febbraio scorso (vedi anche news di ieri), l’ex direttore creativo di Christian Dior si è presentato all’udienza – durata circa sette ore – entrando da una porta laterale e bypassando telecamere e fotografi.
In aula, davanti al collegio presieduto da Anne-Marie Sauteraud - come riporta la maggior parte della stampa online - ha detto di non essere in grado di ricostruire l’incidente perché sotto “l’effetto di un mix letale di alcool e psicofarmaci”. “Sono un alcolista e un tossidipendente in recupero – ha ammesso -. Adesso sto meglio, ma sono ancora in cura”.
Galliano, 50 anni, ha spiegato ai giudici di essere caduto in questo stato di dipendenza e depressione dopo la morte del padre nel 2003 e, soprattutto, successivamente alla scomparsa del suo assistente Steven Robinson, avvenuta nel 2007.
Interpellato a proposito del famigerato video divulgato da The Sun, in cui dichiara il suo amore per il Führer, il designer di Gibilterra si è scusato con le vittime, sottolineando di aver sempre cercato, attraverso il proprio lavoro, di combattere i pregiudizi, l’intolleranza e le discriminazioni. E ribadendo il fatto di non essere antisemita.
Ora il giudizio spetta al tribunale, che si esprimerà l’8 settembre. Il pubblico ministero Anne de Fontette ha chiesto una multa di non meno di 10mila euro.
a.t.
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