Produzione italiana di sportswear maschile: +0,5% le stime per fine d’anno

Databank prevede una crescita della produzione di sportswear maschile made in Italy dello 0,5% per fine d’anno. Favorito dalla moda, lo sportswear uomo - 350 imprese italiane, che occupano 17.500 addetti - dovrebbe continuare a reggere meglio del formalwear l’urto della crisi dei consumi.
Lo preannunciano gli analisti della società di ricerche milanese, che mettono in guardia anche su un futuro impulso alle importazioni, a causa della crescente delocalizzazione produttiva e della concorrenza cinese. Il settore vedrà il ritorno del jeanswear, dopo il rallentamento degli ultimi 12 mesi, in versione più sobria rispetto alle proposte passate. Anche per gli imbottiti si prefigura un futuro più roseo. Quanto ai consumi, le stime sono per uno spostamento verso le fasce inferiori del mercato.
Quanto al formalwear maschile - 450 aziende, che danno lavoro a circa 19 mila addetti - Databank ritiene possibile un calo della produzione del 5% per la fine del 2004, seppure con una tendenza di lieve ripresa nel medio periodo. Una performance che non fa che aggravare un quinquennio il cui tasso di decremento medio si è attestato attorno al 2,3% annuo (-8,5% nel 2003). “Le tendenze moda – si legge in un report – sono per la rivisitazione del guardaroba maschile verso una maggiore sportivizzazione e femminilizzazione”. Le stime di medio termine fornite da Databank profilano un assottigliamento della parte più alta del mercato, il superlusso, che resterà una nicchia. Vi sarà poi un ampliamento verso il basso delle fasce alte (lusso e fine), che tenderanno a conquistare nuovi consumatori nella fascia media applicando prezzi più competitivi e un ampliamento verso l’alto delle fasce basse (medio-economica), attraverso un’offerta di qualità maggiore e nuove politiche d’immagine. Le fasce alte e basse di mercato tenderanno, infine, a erodere il settore delle proposte medio-fini.
e.f.
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