Proenza Schouler: nello show fiorentino gli assenti erano i vestiti

Proenza Schouler, ossia Jack McCollough e Lazaro Hernandez, sono stati i protagonisti dell’evento organizzato ieri sera dalla Fondazione Pitti Discovery a Villa La Petraia a Firenze per la quarta edizione di Pitti W_Woman Precollection. Era la prima volta che il duo americano "sfilava" fuori dagli Stati Uniti.
Sfilare per modo di dire, perché si è trattato di un evento dove, in qualche modo, assenti ingiustificati erano fisicamente i vestiti. E a chi chiedeva se ritenevano superata la classica formula del fashion show, i due acclamati stilisti - che in poche stagioni hanno portato al successo la loro etichetta formata dall’unione dei cognomi materni - rispondevano che certamente continueranno a far défilé, ma che per Pitti erano felici di aver potuto sperimentare una formula innovativa.
Insomma, piacere o non piacere, ieri sera si respirava l’aria di New York in una delle più affascinanti ville medicee del Cinquecento. Nel cortile decorato con affreschi del Volterrano e di Cosimo Daddi, gli ospiti potevano vedere su un tappeto bianco gli accessori della prossima primavera-estate. Sulla terrazza, come in una galleria d’arte a cielo aperto, si ammiravano in grandi cornici dorate collocate su cavalletti, alcune immagini della nuova collezione.
E su due megaschermi un video proiettava immagini di un party con modelle vestite Proenza Schouler e l’altro faceva scorrere una sorta di look book. A un certo punto, come da programma, nel giardino della villa, dove gli ospiti gustavano finger food, è salita in pedana Kembra Pfahler, cantante e fondatrice del gruppo The Voluptuous Horror of Karen che, indossando un bustier ideato dai due designer e facendosi accompagnare da 20 coriste in body bianco e rosso, ha cantato a cappella, concludendo il suo show con l’interpretazione del famoso motivo di Celine Dion nel film “Titanic”.
Molti si chiedevano se questo fosse il presagio di un cambiamento: tanti party dove gli stilisti girano tra amici e ospiti con fare divertito, protetti dalla sicurezza che l’immagine registrata dà a chiunque abbia a disposizione il tempo per correggere. Una vera sfilata, del resto, spesso è come un salto senza rete.
l.se.
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