Pronto l'appello di moda e sindacati al futuro Parlamento europeo

Mentre si avvicina la data delle elezioni dei rappresentanti nazionali al Parlamento europeo (che, tra l'altro, con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, vedrà rafforzati i propri poteri), gli imprenditori della moda, insieme ai sindacati, presentano alla stampa un protocollo d'intesa. Si tratta di un vero e proprio appello ai futuri parlamentari contenente otto precisi obiettivi per sostenere la moda in Ue.
Le imprese (associate in Aimpes, Anci, Anfao, Fiamp, Smi, Tessilvari, Casartigiani, Claai, Cna-Federmoda e Federmoda-Confartigianato) con le organizzazioni sindacali del settore (Femca-Cisl e Filtea-Cgil) chiedono, in primis, che sia costituito un intergruppo parlamentare per la moda che possa diventare luogo di confronto permanente e l'elaborazione di strategie condivise per la promozione “di uno dei più dinamici e importanti settori manifatturieri dell'Europa di oggi e di domani”.
Come anticipato da fashionmagazine.it lo scorso 28 maggio, gli obiettivi in cima alla lista del protocollo d'intesa sono la trasparenza e la tracciabilità, possibili con l'introduzione del “made in” obbligatorio per i prodotti extra-Ue, unite alla reciprocità di regole nel commercio internazionale (in tal senso si spera nello sblocco dei negoziati nell'ambito del Doha Round). Altri punti chiave per il sostegno del comparto riguardano i “trade defence instruments”(come le misure antidumping e antisovvenzioni), l'occupazione e il dialogo sociale, nonché la tutela dei lavoratori, visto che la disoccupazione in Ue sta crescendo e aumentano disuguaglianze e lavoro irregolare.
Non mancano i temi della qualità e della sicurezza per la salute umana e l'ambiente dei prodotti (si auspica che siano imposti impegni anche alle aziende extraeuropee, in analogia con quanto avviene per le imprese comunitarie) e dell'emission trading system (per migliorare l'impatto ambientale è necessario assicurare un'omogenea e non penalizzante applicazione della normativa in materia). Il documento chiude, infine, con la tutela della proprietà intellettuale, grazie anche all'individuazione di una figura istituzionale di riferimento a livello europeo, al closing dei negoziati sull'accordo commerciale anticontraffazione (Acta) e a finanziamenti per le spese di registrazione.
“Il protocollo - ha spiegato oggi in conferenza stampa a Milano Michele Tronconi, presidente di Smi - è un modo per riprendere il dialogo sulla moda con il nuovo Parlamento”. “Il passo successivo - ha aggiunto, senza pronunciarsi su particolari preferenze - sarà incontrare i singoli gruppi uno a uno”.
e.f.
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