Prêt à Porter Paris apre domani al grido "Viva la crisi!"

Luogo d’espressione unico nel suo genere, prende il via domani il salone Prêt à Porter Paris, evento che attrae una selezione di marchi francesi e internazionali, il meglio della moda in ogni segmento. Attesi quasi 45mila visitatori.
I 65mila metri quadri dei padiglioni 3 e 7 del Paris Expo di Porte de Versailles ospitano fino al 2 febbraio oltre 1.500 tra marchi e creatori francesi e provenienti da 50 Paesi, accomunati dal fil rouge della qualità e, soprattutto, dell’innovazione. La fiera parigina, infatti, si è sempre distinta per la sua vocazione di apripista e per la capacità di mostrare al settore le nuove strade percorribili.
Malgrado l’incertezza dei tempi, vanta 300 nuovi brand a ogni edizione e la sua abilità di anticipare i tempi, identificare e decodificare i cambiamenti dei consumatori, l’hanno resa appuntamento importante per i buyer internazionali.
La fiducia nel futuro e nel lavoro delle nuove generazioni è espressa attraverso il manifesto lanciato per questa edizione: “Viva la crisi!”, che non vuole provocare quanto incitare a non cedere alla depressione e a ridisegnare un nuovo modo di procedere. Ecco perché il salone ha scelto come tema dell’anno “NewGen“, creando un ideale percorso attraverso cui scoprire giovani creatori e rivelazioni che da Stoccolma a Tokyo, da Rio a Parigi passando per Los Angeles, annunciano quello che verrà in una sinergia tra fashion, arte e cultura.
Più semplice rispetto al passato l’organizzazione dello spazio, ripartito in 10 universi (vedi anche fashionmagazine.it del 5 dicembre 2008). Atmosphère’s, The Box e Creative by ospitano designer e brand di punta; Go Easy e Go Magic sono dedicati ai marchi più noti; So Sweet, Link.fr, So Ethic e Shibuya alle nuove fasce di mercato, le taglie morbide, il fast fashion, la moda etica e quella più originale e di tendenza. So Shop, infine, offre un universo di servizi per la vendita.
Dei 44.232 operatori attesi, il 61% è rappresentato da visitatori francesi, in aumento del 9,5% rispetto al 2008.
e.b.
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