Puma: previsioni più che ottimistiche, dopo tre mesi in ascesa

Puma ha corretto al rialzo le previsioni sul 2006: i ricavi dovrebbero avanzare del 35%, sfiorando i 2,4 miliardi di euro, anziché del 30% come inizialmente preventivato. Nei giorni scorsi, la società tedesca specializzata nell'active sportswear ha avviato una joint venture in Messico, di cui deterrà la quota di maggioranza.
Nei primi tre mesi di quest'anno, i ricavi di Puma sono stati pari a 643 milioni di euro, in progresso del 29,5% rispetto all'analogo periodo del 2005. Una performance cui ha contribuito il buy-back delle licenze in Paesi come il Canada, la Turchia, l'Argentina e Hong Kong. Se si escludono le acquisizioni delle licenze e le nuove joint venture, l'incremento dei ricavi si riduce al +10,7%.
L'avanzata nei tre mesi è stata trainata dall'abbigliamento, le cui vendite hanno oltrepassato i 200 milioni di euro (+63,1%) e dagli accessori, con un +21,6% per 42 milioni di euro. Si è difeso bene anche il core business delle calzature, con un balzo in avanti del 18% che lo ha portato alle soglie dei 400 milioni di euro. Le vendite mondiali del brand Puma, incluse le licenze, sono state di 737 milioni di euro (+15,3%), seppure con qualche segno di cedimento in Europa, Medio Oriente e Africa. Nel 2006 le vendite dovrebbero arrivare a 2,4 miliardi di euro, con un +35% contro il +30% già messo in conto.
Da segnalare che è stata da poco siglata una partnership con il ramo messicano dell'investment company Usa Tavistock Group, per dare vita a una joint venture in Messico. All'inizio del 2006 è stata acquisita la maggioranza del distributore argentino Unisol. Nello stesso periodo ha preso il via un'alleanza in Turchia. Due le partnership allacciate in Giappone, con lo scopo di ampliare il range produttivo: una con Charmant (occhiali) e l'altra con Evisu (jeanswear).
si/fi
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