Pvh: dopo la riorganizzazione interna il profitto scende del 62%

Phillips-Van Heusen Corporation (Pvh), società newyorchese di abbigliamento e calzature, ha riportato un calo netto nell’utile dovuto ai costi relativi alle acquisizioni, alla cessione e alla chiusura di negozi: il profitto, nell’anno conclusosi il 1° febbraio 2004, si è attestato sui 14,7 milioni di dollari (11,8 milioni di euro), rispetto ai 30,4 milioni di dollari dell’anno precedente.
Il dato comprende i costi relativi all’integrazione della Casa di moda americana Calvin Klein, all’uscita dal business wholesale relativo alle calzature Bass e alla chiusura di 200 store negli Stati Uniti, così pure come al guadagno ottenuto dalla vendita della propria quota azionaria detenuta nella società svedese di abbigliamento maschile Gant. Escludendo questi valori, l’utile netto di Pvh ammonta a 50,5 milioni di dollari.
Il giro d’affari è aumentato del 13%, arrivando a 1,6 miliardi di dollari e ha subito un incremento di 21,8 milioni di dollari grazie al business dell’abbigliamento wholesale maschile e femminile Calvin Klein. Il calo delle vendite nei negozi – riferisce Pvh – è stato parzialmente compensato dalla crescita dovuta principalmente a royalty derivanti dalle licenze Calvin Klein.
Per quanto riguarda il quarto trimestre, Pvh ha registrato una perdita, comprendente i costi di riorganizzazione, di 9,2 milioni di dollari, rispetto a un profitto netto di 5,7 miliioni di dollari messo a segno nello stesso trimestre dell’anno precedente. Le vendite erano aumentate del 13%, arrivando a quota 357,1 milioni di dollari.
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