Quanto la crisi di Dubai World peserà sulla moda?

Ieri l’annuncio del congelamento dei debiti (per sei mesi) di Dubai World, la potente holding di stato dell’emirato, e il crollo delle Borse internazionali sulla scia della notizia. E la moda? Quale sarà il futuro di tutti i negozi del lusso e del fashion aperti negli ultimi anni? Al momento regna l’incertezza: è ancora tutta da capire la portata della crisi e occorrerà valutare le possibili conseguenze sul turismo.
Dall’altare alla polvere è proprio il caso di dire nei confronti della mecca del turismo e dello shopping mediorientale: solo due anni fa si raccontava che un quinto delle gru del mondo stessero lavorando nella città, adesso i cantieri sono fermi, i prezzi degli immobili sono crollati e, addirittura, la più grande società del Paese, quella nelle mani dello sceicco Al Makthoum, ha chiesto ai creditori di sospendere per sei mesi i pagamenti sul debito di 59 miliardi di dollari, pari a oltre il 70% dell’intera esposizione finanziaria di Dubai.
Che il fashion system abbia puntato da tempo sull’emirato non è una novità: anche negli ultimi mesi si sono susseguite a ritmo incessante aperture all’interno del grandioso Dubai Mall. Ora bisognerà vedere cosa accadrà, in considerazione del fatto che i turisti non saranno invogliati ad andare a fare shopping in un Paese sull’orlo della bancarotta e che l’intero settore immobiliare, non solo quello degli investimenti commerciali, è bloccato.
Non a caso gli operatori mediorientali, tra i protagonisti negli ultimi anni del Mapic, la fiera dedicata agli investimenti immobiliari commerciali che si svolge a Cannes, hanno in buona parte disertato l’ultima edizione (vedi fashionmagazine.it del 23 novembre), facendo registrare un -40% di presenze rispetto allo scorso anno.
e.c.
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