Quiksilver: le rimanenze salgono del 58% e preoccupano i mercati finanziari

Le azioni della californiana Quiksilver, specializzata nel settore surfwear, hanno chiuso la seduta di venerdì in calo del 10,3% al Nyse, passando di mano a 16,06 dollari per azione. Nonostante il +43% di incremento degli utili trimestrali, a impensierire gli investitori è un rialzo del 58% delle rimanenze.
Nel secondo trimestre fiscale concluso a fine aprile la società ha realizzato profitti per 22,6 milioni di dollari (+43%) e ricavi per 262,2 milioni di dollari (+40%), beneficiando dell’apprezzamento dell’euro, che ha dato slancio alle vendite europee. Anche le nuove acquisizioni hanno contribuito al risultato positivo ma, sommate al nuovo sistema di programmazione della produzione, hanno provocato un aumento del 58% del magazzino (+36% per Europa e Americhe considerate nel loro complesso).
Gli ordinativi della company di Huntington Beach hanno messo a segno un aumento dell’11% rispetto all’anno precedente (esclusi i nuovi mercati nell’area Asia-Pacifico). La maggior parte del turnover è realizzata nei surf shop e specialty shop con insegne Quiksilver, Roxy e Raisins. Il 12% delle vendite proviene invece dai department store, un settore che si muove con più prudenza rispetto agli specialty retailer, in un momento in cui la propensione al consumo è scarsa.
Nelle stime del cfo Steve Brink, gli utili del 2004 dovrebbero realizzare una crescita del 16%, trainati da un rialzo del fatturato compreso fra il 10 e il 15%. “Quiksilver ha superato i concorrenti e ha strappato loro nuove quote di mercato”, ha detto Brink.
Il virus Sars preoccupa però gli analisti finanziari, visto che la società ha appena acquisito nuove licenze in Oriente e programma di aprire 10 nuovi store a Shanghai agli inizi del prossimo anno.
e.f.
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