Ralph Lauren cresce del 21% nel fiscal year

La Ralph Lauren Corporation archivia l'esercizio fiscale con un giro d'affari pari a 6,9 miliardi di dollari, in aumento del 21% rispetto all'anno prima. Nell'ultimo trimestre invece il turnover è salito del 14% a 1,6 miliardi di dollari, grazie a una crescita a doppia cifra sia del retail (+19% e +14 a pari perimetro distributivo) che del wholesale (+10%).
Su base annuale è incrementato del 20% anche l'utile, che ha raggiunto i 681 milioni di dollari (grazie anche ai 94 milioni totalizzati nel quarto trimestre, +29%). Come ha sottolineato il coo Roger Farah si tratta di performance notevoli, soprattutto se si tiene conto dell'effetto negativo dei prezzi delle materie prime, saliti a livelli senza precedenti, e delle persistenti condizioni di incertezza sul mercato.
Se per quanto riguarda il breve termine il manager ha fatto un discorso improntato alla cautela, con particolare riferimento all'Europa, il chairman e ceo Ralph Lauren ha tratteggiato la strategia di lungo periodo che consentiranno al gruppo di mantenere l'accelerazione attuale. Gli investimenti si concentreranno soprattutto sull'innovazione di prodotto e sulla distribuzione con focus sulla Greater China, per la quale sono già stati pianificati svariati opening nel corso dei prossimi anni. Alla fine del quarto trimestre la fashion house di New York conta 379 store gestiti direttamente e 474 concession shop. Con alcuni licensing partner opera nel mondo anche attraverso 59 boutique Ralph Lauren, cui si aggiungono 27 concession shop, oltre a 58 negozi Club Monaco.
Nel fiscal year 2013 i ricavi consolidati sono stimati in aumento a un tasso "mid-single-digit" come effetto del calo delle vendite wholesale (che dovrebbe essere "low single-digit") e contemporaneamente dell'incremento del fatturato retail (previsto "low double-digit").
Per quanto riguarda il primo trimestre del nuovo esercizio, invece, alla Ralph Lauren profilano un aumento del giro d'affari "low single-digit" a causa di un aumento sul fronte retail "high single-digit", combinato però alla crescita zero del wholesale (in quest'ambito peseranno soprattutto la flessione attesa in Europa e la chiusura di alcune attività nella Greater China).
e.f.
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