Ratti conferma le trattative con Marzotto

Una nota emessa in risposta a voci di stampa pubblicate nei giorni scorsi, conferma le trattative in corso per l'ingresso del Gruppo Marzotto nel capitale di Ratti. Dall'azienda serica quotata in Borsa precisano, tuttavia, che al momento “non vi sono impegni di sorta, né vincoli in esclusiva tra le parti, fatti salvi i consueti accordi di riservatezza”.
Ratti, che ha chiuso il 2008 con 13,3 milioni di perdite e ricavi in calo del 12,3% a 98,6 milioni di euro, ha spiegato di avere avviato “un processo di analisi e approfondimento da parte del gruppo Marzotto, nell'ambito di un progetto volto al rafforzamento patrimoniale della società”.
La carta stampata ha ipotizzato nel weekend che Marzotto sarebbe interessato al controllo dell'azienda comasca. Più in generale, le famiglie Donà Dalle Rose e Umberto Marzotto, si starebbero “guardando attorno” per investire (si parla di 500-600 milioni di euro) nel tessile e in non meglio precisati piccoli marchi italiani “molto importanti per la qualità”, come emerge dal Corriere della Sera.
Dalla situazione aggiornata al 18 giugno, sulla base delle comunicazioni pervenute alla Consob, risulta che uno dei maggiori azionisti della società tessile è l'a.d. Donatella Ratti, con una partecipazione pari al 24,8% del capitale. Una quota analoga risulta in capo all'Eredità Parodi Delfino (a tal proposito, con testamento pubblicato nel 2007, è stato disposto un legato a favore di Donatella Ratti pari al 24,8% del capitale). Tra gli altri azionisti di rilievo vi sono Sofist (Società Finanziaria Sviluppo Tessile), con il 9,7% e Mediobanca con il 5,8% delle azioni del gruppo.
Prevedendo un calo del giro d'affari 2009, Ratti ha chiuso il primo trimestre con un fatturato di 17 milioni di euro (-33,3% rispeto allo stesso periodo del 2008). L'ebitda è stato negativo per 0,6 milioni di euro (dal precedente profitto di 400mila euro). L'utile ante imposte è risultato negativo per 1,8 milioni.
e.f.
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