Renato Borghi rieletto presidente di Federazione Moda Italia

Renato Borghi è stato confermato per acclamazione alla guida di Federazione Moda Italia. La rielezione, all'unanimità, è avvenuta alla conclusione della convention nazionale dell'associazione, svoltasi a Salerno, con un convegno dal titolo "Moda: la distribuzione multimarca tra vecchie crisi e nuove opportunità".
Borghi è stato votato dai rappresentanti delle associazioni italiane del commercio al dettaglio e all'ingrosso di abbigliamento, pelletteria, accessori e articoli sportivi aderenti alla Confcommercio-Imprese per l'Italia.
L'assemblea di Federazione Moda Italia ha anche nominato i 24 consiglieri nazionali che - come si legge nel comunicato stampa - coadiuveranno il presidente nella guida di un settore che più di altri risente delle difficoltà attuali e non vede rassicurazioni dal debole andamento del mercato. Nel primo semestre 2011 i consumi di abbigliamento nel dettaglio tradizionale si sono infatti ridotti del 2,5%.
"Sono molto grato per l'attestazione di stima e fiducia ricevuta dai delegati di un comparto, l'abbigliamento e la moda in generale, tra i più colpiti dalla crisi - commenta Borghi -. Per questo ¬ mi sento ancor più orgoglioso e responsabilizzato nel portare avanti, unitamente a un consiglio che ben coniuga l'esperienza alla voglia di fare dei giovani e delle donne, un programma con ambiziosi obiettivi di rilancio del settore".
Il presidente si pone alcune fondamentali priorità, a partire da un rinnovato rapporto tra produzione e distribuzione con la revisione, all'insegna degli equilibri reciproci, delle condizioni generali di vendita all'interno delle conferme d'ordine e delle copie commissioni. In primo piano anche la manutenzione degli studi di settore, una proposta di legge sugli outlet, una regolamentazione per i temporary shop, oltre alla riforma della normativa sulle locazioni commerciali per contrastare il caro affitti e tutelare la continuità aziendale. Grande impegno verrà infine rivolto alla lotta all'abusivismo e alla contraffazione.
"Sono inoltre convinto - conclude¬ Borghi ¬- che i nostri imprenditori debbano riappropriarsi di quel ruolo di consulenza che è nel dna della categoria e che, in termini pratici, significa essere garanti del made in Italy, del rispetto dei diritti al lavoro, alla salute e alla protezione dell'ambiente e indirizzare il consumatore, in un'ottica di responsabilità sociale d'impresa, verso l'acquisto sempre più consapevole. E per questo occorre puntare su una formazione mirata e di qualità".
e.c.
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