Retailer di moda giovane in Usa: Gap e Abercrombie rivedono la rete distributiva

Anche per le catene statunitensi della moda giovane non è tempo di tirare il fiato: se nei conti di Abercrombie & Fitch abbondano i segni meno, Gap non può permettersi di abbassare la guardia. Per entrambe queste realtà è il momento di ripensare il network distributivo.
Gap Inc., che ha recentemente celebrato i suoi primi 40 anni, ha registrato nel secondo trimestre di quest'anno utili netti pari a 228 milioni di dollari, equivalenti a 0,33 dollari per azione, contro i 229 milioni (0,32 dollari per azione) dello stesso periodo di un anno fa.
In contrazione del 7,1% le vendite nette, passate da 3,5 a 3,25 miliardi e in controtendenza il business online (+17%, a quota 224 milioni di dollari). Su base semestrale, il giro d’affari si è ridimensionato a 6,4 miliardi di dollari (-7,4%) e il profitto per azione è passato da 0,66 a 0,64 dollari. Attualmente, gli store che fanno capo alla società sono 3.145, con la prospettiva di terminare l'anno fiscale con l'apertura di 50 spazi e la chiusura di un centinaio. La superficie netta, già in riduzione, continuerà prevedibilmente a contrarsi nell'ordine del 2%.
Passando ad Abercrombie & Fitch, nel secondo quarter chiuso il primo agosto le vendite nette sono scese da 845,8 a 648,5 milioni di dollari (-23,3%). Le perdite hanno raggiunto i 26,7 milioni di dollari, da un precedente utile di 77,8 milioni. Nel semestre, invece, A&F ha visto il turnover scendere a 1,26 miliardi di dollari (-23,4%). Il risultato netto è stato negativo per 86 milioni di dollari, da un utile di 139,9 milioni.
“Le sfide che il mercato ci pone continuano a essere pesanti - ha detto il ceo e chairman of the board Mike Jeffries -. Reagiamo cercando di difendere il nostro business dal punto di vista sia nazionale, sia internazionale”. Mentre la catena Ruehl è in fase di dismissione (vedi fashionmagazine.it dello scorso 18 giugno), si fanno comunque avanti nuovi progetti: nel trimestre è stato aperto a New York il primo punto vendita Epic Hollister, parallelamente a uno spazio Abercrombie sempre negli Usa, mentre in Inghilterra sono stati avviati due negozi Hollister Co..
Attesa, inoltre, per la “prima volta” in Italia, in corso Matteotti a Milano: l’inaugurazione è fissata per il 29 ottobre. Un’altra tappa, prima della fine del fiscal year, sarà Tokyo. Dieci shop verranno attivati nei mall fuori dagli Stati Uniti e nove in location analoghe sul territorio nazionale. In totale, nel 2009 la società destinerà 140 milioni di dollari a new opening e ristrutturazioni, oltre a 45 milioni per l’information technology, i centri di distribuzione e altre attività correlate. In totale 185 milioni, una cifra inferiore ai 200 milioni che i vertici avevano deciso in un primo momento di stanziare. Alla fine del trimestre, le vetrine del gruppo negli States sono così suddivise: 350 Abercrombie & Fitch, 210 Abercrombie, 510 Hollister Co., 29 Ruehl e 16 Gilly Hicks. Sono inoltre operativi tre Abercrombie & Fitch, altrettanti Abercrombie e cinque Hollister Co. in Canada. Oltreoceano, l’area di riferimento è almeno per ora la Gran Bretagna, con un Abercrombie & Fitch e cinque Hollister Co..
a.b.
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