Ricavi annuali in leggero aumento ed ebit in calo per Richemont

Nell'esercizio chiuso il 31 marzo, il gruppo del lusso Richemont ha realizzato un +2% nei ricavi, attestatisi a 5,4 miliardi di euro, sui cui ha pesato un deludente secondo semestre. I profitti operativi sono scesi del 12% a 982 milioni di euro. Non all'altezza delle aspettative l'andamento della griffe di proprietà Chloé (nella foto, un look autunno-inverno 2009/2010).
L'utile netto annuale della società svizzera - proprietaria, tra gli altri, dei marchi Cartier, Van Cleef & Arpels e Vacheron Constantin - è diminuito del 31% a 1,08 miliardi di euro, che risentono delle recenti attività di ristrutturazione. Richemont è anche proprietario di Chloé, maison che nell'esercizio fiscale ha deluso, mentre l'intera divisione cui appartiene, indicata in bilancio come “other business”, ha realizzato un +5% del fatturato a 338 milioni di euro. I business maggiori - le maison di gioielli e gli specialist watchmaker, che insieme hanno totalizzato quasi 4,2 miliardi di euro di ricavi - hanno messo a segno un +4%. In flessione, invece, gli strumenti di scrittura (-6%) riconducibili al brand Montblanc e il business della pelletteria e degli accessori (-5% con Lancel e Dunhill tra i nomi di punta).
Con la pubblicazione dei risultati annuali, Richemont ha reso noto che il ceo Norbert Platt andrà in pensione a fine 2009, dopo cinque anni al vertice della società (prima ancora era stato amministratore delegato di Montblanc). Nel ringraziarlo per il suo operato, l'executive chairman Johann Rupert ha ricordato che, sotto la guida di Platt, il gruppo ha raggiunto ricavi record e utili operativi oltre il miliardo di euro durante lo scorso esercizio, prima della crisi economica globale.
Rupert non si è sbilanciato in previsioni per l'anno fiscale appena avviato. Infatti, i segnali incoraggianti nelle economie mondiali restano scarsi e le vendite del primo mese del nuovo esercizio rivelano un -19% rispetto all'aprile 2008.
e.f.
stats