Ricerca Astra/Demoskopea per Pompea: la seduzione della lingerie non conosce crisi

Negli ultimi tre mesi 11 milioni e 700 mila donne, ovvero il 70% della popolazione femminile di età compresa tra i 18 e 54 anni, hanno acquistato indumenti intimi per se stesse (il 40%), per sé e per i familiari (il 29%) o solo per altri (1%). Questo il dato alla base di un’indagine commissionata da Pompea, azienda produttrice di calzetteria e intimo, ad Astra-Demoskopea. Ma emergono altre informazioni interessanti.
Lo studio - presentato nei giorni scorsi dal sociologo Enrico Finzi nel corso di una conferenza stampa indetta all’hotel Enterprise di Milano da Pompea per il rilancio del marchio Roberta (recentemente acquisito) - ha rivelato anche gusti, mete preferenziali e motivazioni d’acquisto delle consumatrici.
Si apprende, per esempio, che la scelta dei colori varia con l’età: il bianco è il "non colore" preferito dalle over 45, il nero da donne di età compresa tra i 25 e i 34 anni, appartenenti a una classe sociale superiore alla media.
Le tinte più vivaci hanno una forte accentuazione nel target compreso tra i 14 e i 28 anni mentre sul "nudo", o carne che dir si voglia, si orienta generalmente la career woman.
"Ogni donna - ha avvertito Finzi - acquista comunque almeno due tipologie di prodotti e la tavolozza personale va sempre più variegandosi, come pure il mix di materiali".
In effetti, anche se il cotone resta al primo posto nelle preferenze del mercato, sempre più strada vanno facendosi le microfibre, in seconda postazione davanti a pizzo, lana, seta, tulle.
All’underwear le donne fanno richieste precise: nell’ordine, il comfort, la morbidezza e la piacevolezza al tatto, la non deformabilità (che riguarda in parte anche la funzione contenitiva), la resistenza ai lavaggi, la facile reperibilità, un’immagine giovane e alla moda.
Secondaria la convenienza: non c’è ricerca dei primissimi prezzi, risulta più importante il fattore qualità. Ancora, c’è chi chiede a slip e reggiseni di essere trendy e seducenti per piacere e per piacersi.
Ma dove si compra l’intimo? Tuttora un certo peso hanno i negozi specializzati e le mercerie, ma molto bene stanno andando le catene. Fortissimo è poi l’ambulantato (una donna su tre compra alle bancarelle, soprattutto al Sud) e in decisa progressione anche la grande distribuzione (super e ipermercati).
I risultati dell’indagine sono stati utilizzati da Pompea per tarare sulle reali esigenze del mercato la filosofia dell’intimo Roberta, sul mercato a partire da settembre (vedi fashionmagazine.it del 17 giugno).
m.b.
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