Richemont: -16% le vendite dei primi cinque mesi

Le difficoltà globali dell’economia e la bassa propensione all’acquisto di luxury good da parte dei consumatori condizionano le performance del Gruppo Richemont. Nei primi cinque mesi del fiscal year le vendite della società svizzera sono scese del 16%.
Come ha illustrato l’executive chairman Johann Rupert, il giro d’affari da aprile a fine agosto nelle Americhe si è ridotto del 36%, in Europa del 22% (ma con il Middle East in progresso), mentre nell’area Asia-Pacifico, che include la Cina, si è registrato un incremento del 5% (il Giappone, invece, ha perso il 7%).
Il retail business del player elvetico (proprietario, fra gli altri, di Cartier, Van Cleef & Arpels e Vacheron Constantin), è diminuito del 7%, mentre il canale wholesale ha ceduto il 21%.
A livello di prodotto, le divisioni “Jewellery Maisons” e “Specialist Watchmakers” sono risultate in flessione, rispettivamente, del 14% e 18%, mentre il comparto “Writing Instruments” ha evidenziato un calo del 17% e il segmento “Leather and Accessories Maisons” dell’1%.
“Come ho fatto capire quando abbiamo pubblicato a maggio i risultati dello scorso esercizio (vedi fashionmagazine.it del 14 maggio 2009) - ha aggiunto Rupert - malgrado le nostre continue misure di controllo dei costi, la profittabilità di Richemont nei primi sei mesi dell’anno sarà inevitabilmente più bassa, e in modo significativo, rispetto all’analogo periodo concluso nel settembre 2008”. Nonostante ciò, l’executive president si dice fiducioso nel potere delle maison di innovare, migliorare il customer service e incrementare i rispettivi business.
d.p.
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