Richemont: +10% le vendite a sei mesi ma primi segnali di frenata

Grazie alla domanda sostenuta di gioielli, orologi meccanici e jewellery watch, il gruppo del lusso Richemont ha chiuso la prima metà dell'esercizio fiscale con ricavi per 2,8 miliardi di euro, in aumento del 10% rispetto allo stesso periodo del 2007 (+16% a cambi costanti). Deludente performance per Chloé.
Il profitto lordo semestrale della società, che conta tra i marchi anche Van Cleef & Arpels, Cartier e Vacheron Constantin, è salito dell'8% a 1,8 miliardi di euro. L'utile è invece progredito del 5% a 864 milioni.
Come spiega il management senza indicare numeri precisi, le vendite della griffe Chloé hanno subito un rallentamento “significativo” nel periodo, che ha portato a un decremento del risultato operativo. Di fatto, il segmento “altri business”, che tiene conto della maison, è passato da 143 a 170 milioni di fatturato nei sei mesi, ma l'ebit è sceso da 11 a 4 milioni. Peggiorano, inoltre, le perdite operative dell'area “leather and accessories” (tra i marchi Dunhill e Lancel), che passano da 9 a 15 milioni di euro.
Dalla Richemont precisano che i risultati da gennaio a settembre riflettono l'andamento del gruppo nella sua globalità, non tengono quindi conto della ristrutturazione, approvata dagli azionisti il 9 ottobre scorso ed efficace dal 20 successivo. L'operazione ha comportato la separazione del business del lusso dagli investimenti nella British American Tabacco (Bat) con la scissione del gruppo in due entità. Una, Compagnie Financière Richemont (Cfr), è la holding che attualmente gestisce tutte le attività luxury, continua ad avere sede a Ginevra e dal 21 ottobre è trattata sul Six Swiss Exchange. Richemont Sa è stata invece ridenominata Reinet Investment: con sede in Lussemburgo, accorpa una quota pari al 19,5% del capitale di Bat, oltre a 350 milioni di euro di liquidità e ad alcune piccole partecipazioni non-luxury. Sempre dal 21 ottobre è, inoltre, quotata sul Luxembourg Stock Exchange.
Dopo un semestre che ha performato “strongly”, soprattutto grazie all'Europa e all'Asia-Pacifico, secondo i vertici le attuali condizioni di mercato impatteranno sulle vendite future (+1,6% soltanto, la crescita dei ricavi di ottobre, rispetto allo stesso mese del 2007). “La società - ha dichiarato l'executive chairman Johann Rupert - è sopravvissuta a recessioni e turbolenze economiche in passato e certamente supererà le difficoltà di oggi. Infatti è ben posizionata per fronteggiare un rallentamento della domanda grazie alla diversificazione geografica, a un migliore controllo della situazione finanziaria e a una maggiore reattività al mercato, rispetto ad alcuni anni fa”.
e.f.
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