Richemont: dimezza l’utile e rivede le nomine

Richemont, che ha subito un calo dei profitti semestrali del 49%, ha nominato un nuovo direttore finanziario, in carica da maggio del 2004. Si tratta di Richard Lepeu, attualmente chief operating officer, che prenderà il posto di Jan du Plessis, prossimo all’ingresso nello staff di British American Tobacco (partecipata al 19% dalla stessa Richemont). Con la promozione di Lepeu, il ruolo di coo sarà ricoperto da Yannick Lakhati.
Anche Lakhati proviene dall’industria dei tabacchi: si tratta della Remgro, partner di Richemont in British American Tobacco. La luxury company svizzera ha confermato, inoltre, che Alain Dominique Perrin non è ancora stato sostituito. Come preannunciato da fashionmagazine.it del 7 maggio, l’ex ceo ha lasciato la carica lo scorso mese, con il compimento del suo sessantunesimo compleanno, ma mantiene responsabilità strategiche e di marketing nella società. I compiti di Perrin ora sono in carico all’executive chairman Johann Rupert.
Nel semestre chiuso il 30 settembre di quest’anno Richemont – fra i marchi in portafoglio Cartier, Van Cleef & Arpels, Piaget, Montblanc, Dunhill, Lancel e Baume & Mercier – ha visto scendere i profitti netti a 68 milioni di euro, dai 134 dello stesso periodo dello scorso anno, su cui hanno pesato gli oneri di ristrutturazione di Cartier Svizzera. I ricavi hanno subito una caduta del 14% a 1,5 miliardi di euro, condizionata da una contrazione del 19% della divisione abbigliamento e pelletteria (marchi Chloé e Dunhill). Tuttavia la perdita operativa si è ridotta a 40 milioni di euro dai precedenti 42.
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