Richemont: la crisi finanziaria globale non colpisce il mercato del lusso

Nei primi tre mesi dell'esercizio fiscale chiusi a fine luglio, il Gruppo Richemont ha realizzato un +13% nei ricavi, rispetto allo stesso periodo del 2007, che sale a un +20% nel confronto a cambi costanti. La performance resta a doppia cifra anche valutando i cinque mesi chiusi ad agosto (+11% e +18% rispettivamente), soprattutto per merito dell'alta gioielleria: un segmento che, a quanto pare, si riconferma immune da qualsiasi crisi.
Il comparto ha infatti trainato la crescita del business jewellery (+13% nei cinque mesi), che elenca tra le griffe Cartier e Van Cleef & Arpels. La voce “altri business”, che tra le altre tiene conto anche delle attività legate alla maison Chloé, ha messo a segno un +24%, che tuttavia si deve principalmente a Bonzé-Baume (il produttore di componenti per orologeria rilevato lo scorso anno).
Europa e Asia-Pacifico evidenziano progressi rispettivamente del 17 e 19%, nonostante il -8% del Giappone. Invariata la situazione nelle Americhe, dove il rialzo sarebbe del 14% nell'ipotesi di tassi di cambio invariati. Secondo Johann Rupert, executive chairman di Richemont, solo ora quest'area sta dando i primi segnali di rallentamento.
“Difficile prevedere l'impatto su nostro business della crisi finanziaria globale, degli alti tassi di inflazione e dell'aumento dei prezzi delle materie prime - ha detto Rupert a commento dei risultati -. Oggi si rivelano in difficoltà i prodotti di lusso 'entry' e 'mid-market price', mentre l'alta gamma, dove è posizionata la società, non sembra soffrire”.
Il gruppo con sede a Ginevra, che ha archiviato lo scorso esercizio con un turnover di 5,3 miliardi di euro (+10%) e un ebit di 1,1 miliardi (+21%), ha deciso di distribuire ai suoi azionisti un dividendo di 0,78 euro per azione: il 20% in più rispetto alla cedola pagata nel 2007.
Il prossimo mese dovrebbe inoltre essere approvata la separazione del business dei luxury good dagli affari nel tabacco, con British American Tobacco, ventilata a fine 2007 (vedi anche fashionmagazine.it del 20 novembre 2007).
e.f.
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