Richemont: l’esercizio chiude con un calo delle vendite e un progresso dell’utile

Il bilancio di Richemont, chiuso il 31 marzo scorso, mostra ricavi a 3,4 miliardi di euro, in calo dell’8% rispetto all’anno precedente e un risultato positivo di 660 milioni, in aumento del 3%. Il gruppo del lusso svizzero, che è anche titolare di una quota attorno al 20% di British American Tobacco, resta cauto per l’anno fiscale in corso, nonostante il forte progresso delle vendite di aprile e maggio (rispettivamente +23 e +21%).
Le peggiori performance nel business dei beni di lusso - Cartier, Van Cleef & Arpels, Montblanc, Jaeger-Lecoutre, Iwc e Vacheron Constantin tra i prestigiosi marchi della Casa – sono state segnate dal comparto pelle e accessori (-15%) e dai gioielli (-9%), questi ultimi attività principale in termini di turnover. Hanno ceduto meno gli orologi (-4% e secondo settore per fatturato) e gli articoli per la scrittura (-1%).
L’Europa, maggiore mercato di riferimento della società con un fatturato di1,5 miliardi di euro, ha subito un calo del 5%. Il Giappone (625 milioni di euro) ha segnato un –3%, mentre sono risultate in espansione le Americhe (+11% e ricavi per 655 milioni) e l’area Asia-Pacifico (+7% e vendite per 637 milioni).
e.f.
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