Richemont: l'utile annuale batte le stime e sale del 43%

Nell'esercizio terminato il 31 marzo, il gruppo del lusso Richemont ha totalizzato 1,54 miliardi di euro di profitti, aumentati del 43% rispetto a un anno prima. La cifra raggiunta, che supera le stime degli analisti, permetterà di distribuire un dividendo di 0,55 franchi svizzeri per azione, in aumento del 51% rispetto al precedente fiscal year.
Gli esperti interpellati da Bloomberg si attendevano infatti utili pari a 1,36 miliardi. Quanto all'utile operativo, nei 12 mesi ha segnato un +51% a 2,04 miliardi di euro.
Il risultato annuale beneficia di un +29% a livello di giro d'affari, pari a 8,87 miliardi di euro, che a sua volta riflette la continua domanda delle linee di prodotto del gruppo di Ginevra, il successo riscontrato dai nuovi prodotti e l'impatto dell'apertura di nuove boutique, come spiega un comunicato. Più in dettaglio, la voce "altri business", che include la moda (con brand come Dunhill e Chloé), il sito di e-commerce Net-a-Porter e la produzione di componenti per orologi, ha visto le vendite salire del 18%. La divisione "Jewellery Maisons", invece, ha registrato un +32%, grazie anche alle buone performance di griffe come Cartier e Van Cleef and Arpels. L'area "Specialist Watchmakers" a messo a segno, a sua volta, un +31%, dopo che lo scorso anno i risultati avevano risentito negativamente della riorganizzazione di Baume & Mercier.
Sui mesi a venire il ceo Johann Rupert mantiene un cauto ottimismo, anche perché aprile non ha mostrato segni di cedimento: +29% l'andamento delle vendite rispetto allo stesso mese del 2011 e +20% a cambi costanti.
e.f.
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