Rifle: il rilancio della label affidato a un nuovo team manageriale

Restyling totale per l’etichetta di jeanswear Rifle, che fa capo alla Super Rifle, a sua volta nell’orbita di Rifle Holding. Si rinnova il team manageriale, in seguito all’ingresso di Simone Anichini, con il ruolo di a.d. della holding, e di Andrea De Saint Pierre, che assume la carica di a.d. del marchio. Cambia anche il prodotto, affidato all’esperienza di un veterano come Angelo Bruni.
Il nuovo pool di manager, a cui si aggiungono ulteriori figure strategiche, affianca Sandro Fratini, unico azionista e presidente della capofila nata nel 2006 e che oggi diversifica le proprie attività nel settore alberghiero, immobiliare e del private investment. Sono molteplici i punti salienti della strategia messa in atto dal team, contraddistinta dal concetto chiave “The heritage of modernity”, ossia il recupero del denim, che rappresenta la storia e il passato glorioso del marchio italiano nato nel 1958, con un’ottica moderna.
Primo obiettivo è il miglioramento della redditività, che già nell’esercizio 2010 è triplicata rispetto al 2009, in parallelo con il miglioramento della posizione finanziaria netta negativa, passata dai 9,7 milioni di euro del 31 dicembre 2009 ai 6,8 di fine 2010. In progress anche il giro di affari, che ha raggiunto quota 35,3 milioni di euro, con un incremento del 13% e un totale di 1,7 milioni di pezzi. Le previsioni per l’anno in corso parlano di un’ulteriore crescita a doppia cifra dei ricavi e di un nuovo passo avanti della redditività.
A oggi le entrate sono costituite per il 55% dalle vendite dirette negli outlet mentre il 45% è generato dalla divisione wholesale attraverso 500 multimarca, grande distribuzione e rete di franchising monomarca (circa 40 al momento). Il retail rappresenta un altro focus del piano di rilancio, che prevede l’inaugurazione di cinque monogriffe entro l’anno, soprattutto fuori dai confini nazionali (in Europa in primo luogo e a seguire negli Stati Uniti), dove si scommette per dare impulso all’export, che oggi copre appena il 5% del fatturato. Al momento per questi spazi è in fase di studio un nuovo concept.
Per quanto riguarda il prodotto, si segnala l’arrivo di Angelo Bruni (20 anni trascorsi nelle fila di Guess), il quale con la sua società di consulenza Blu50 sta compiendo un approfondito restyling della collezione, che debutta alla prossima edizione di Pitti Uomo con la primavera-estate 2012. Grande in particolare è l’impegno sul womenswear, che attualmente copre il 30% del fatturato. L’obiettivo è realizzare proposte di qualità in sintonia con il dna della label, a un prezzo che oscillerà tra i 70 e i 100 euro sell out. Quanto alla produzione, la prototipia e la modellistica restano in Italia, presso la sede di Barberino del Mugello, mentre la parte industriale è gestita all’estero, in primo luogo in Turchia.
c.me.
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