Rinascente smentisce la Lav

Le analisi commissionate da Rinascente ad alcuni periti smentiscono le accuse della Lega anti vivisezione: il gruppo non ha mai utilizzato pelli di cani e gatti domestici per le pellicce dei propri capi di abbigliamento e intende agire per vie legali, chiedendo i danni alla Lav.
Le accuse della Lav risalgono a gennaio. In quella occasione per Rinascente non è stato sufficiente mostrare le dichiarazioni scritte da parte del fornitore e dell’importatore, attestanti l’origine del pelo proveniente da Murmansky (Nyctereutes Procyonoides) e non da cani e gatti domestici.
La società ha quindi fatto svolgere da professionisti e da istituti scientifici italiani e stranieri approfondite analisi su capi identici. Le perizie hanno previsto diverse metodologie: quella visiva, quella istologica (al microscopio ottico e al microscopio elettronico) sia sul derma che sul pelo e quella del DNA. Inoltre, per garantire la massima trasparenza, le procedure di prelievo e spedizione degli indumenti ai laboratori selezionati sono state svolte da un perito del tribunale.
”I risultati emersi delle analisi hanno escluso in maniera incontrovertibile l’utilizzo di pelli di cani e gatti domestici, confermando invece che le pellicce impiegate provengono da Murmansky”, ribadiscono i portavoce di Rinascente. Per il grave danno di immagine subito, la società ha deciso di inoltrare per vie legali una richiesta di danni alla Lav.
e.f.
stats