Roberta Scarpa: un premio a Miami e progetti in cantiere

Il simbolo del marchio di famiglia, il moretto di Venezia, le ha portato fortuna. Roberta Scarpa, artefice della collezione ammiraglia della Dressing, ha ricevuto a Miami un riconoscimento alla carriera come stilista imprenditrice. Il fatturato dell'azienda punta agli 80 milioni di euro, mentre si progettano nuovi opening.
Una ciliegina sulla torta, questo riconoscimento, per una stilista che ha saputo comprendere, attraverso gli abiti, le esigenze della donna che lavora. Sapienza premiata con la nascita di un fans club tutto rosa, presieduto da una nota avvocatessa. Di questi tempi non è poco.
Certo, un premio merita anche Rinaldo Lorenzon, marito di Roberta Scarpa, che guida il business. “Chiuderemo il 2006 con 80 milioni di euro di fatturato, 13 in più rispetto al 2005” dichiara, ponendo l’accento sulle ottime performance della propria linea, ma anche delle licenze. Da Class Roberto Cavalli, target donna luxury, a Scervino Street, una linea giovane uomo e donna, fino a Trust Toilet, moda femminile disegnata da Yossi Cohen.
La struttura produttiva conta su 130 dipendenti diretti e 400 nell’indotto, fra laboratori e strutture specialistiche, come il maglificio vicino a Padova e il ricamificio di Nardò in Puglia. “Apriremo negozi monomarca Roberta Scarpa, che si aggiungeranno a quelli di Venezia e di Roma - confida l’amministratore delegato Alessandro Pasin - soprattutto in Russia ed Emirati Arabi. Stiamo andando molto bene anche in Giappone e Stati Uniti, dove contiamo di rafforzarci”.
L’obiettivo è espandersi consolidando il rapporto di fiducia con i multimarca, circa 200, e sviluppando l’export oltre l’attuale 40%. Da Silea, paese incastonato nel parco naturalistico del fiume Sile, la Dressing guarda al futuro con ottimismo, essendo uno dei nomi più corteggiati quando si progettano nuove licenze e quando si promuovono, come ha fatto Treviso, mostre importanti come l’attuale “Sulla via della seta e la civiltà cinese”. Roberta ha infatti disegnato T-shirt dipinte a mano che stanno andando a ruba, nonostante costino 200 euro l’una.
l.se.
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