Roberto Cavalli: "Perché ho deciso di non sfilare con la Just Cavalli"

Nel corso di una conferenza stampa nello showroom di via Senato 8, nello stesso orario in cui era prevista la sfilata Just Cavalli, Roberto Cavalli (nella foto) ha spiegato la non facile decisione di rinunciare per questa stagione alla passerella della sua linea giovane, coinvolta nella complessa situazione della Ittierre, e ha mostrato una ventina di capi per l’autunno-inverno 2009/2010.
“Un marchio giovane, che in poco tempo ha raggiunto un fatturato da 240 milioni di euro. Poi la situazione, non so perché, è precipitata - ha ricordato lo stilista con tono accorato -. Per me è stato un fulmine a ciel sereno: mi sono ritrovato con una collezione non sufficientemente completa per creare quell’emozione che mia moglie Eva e io vogliamo dare con i nostri défilé. Forse saremo troppo fanatici dei dettagli ma abbiamo preferito così”.
“È stata una scelta sofferta – ha proseguito Cavalli -. La sfilata mi manca, mi manca quell’adrenalina, quella forza che ti viene dallo show. E poi io amo questa linea giovane, perché è forse ancora più vicina della prima linea alle origini del mio stile”.
Cavalli ha quindi illustrato i pezzi indossati dalla modelle: “Solo 20 ma sono fantastici - ha detto -. Grintosi ma con quella dose di romanticismo che non riesco a scrollarmi di dosso”.
Inevitabile parlare del futuro della linea: “Colloqui in corso ce ne sono - ha ammesso Cavalli -. Con Staff, che è un’azienda che stimo molto, e con altri: mi sento molto coccolato. 240 milioni di euro di fatturato fanno gola a tanti, ma finché non finisce questa telenovela…” ha spiegato, riferendosi chiaramente alla Ittierre a cui la maison è legata ancora per due stagioni (scarpe e borse comprese), oltre a quella presentata oggi.
Lo stilista ha lamentato i ritardi nella presentazione della collezione ai compratori e nelle consegne della primavera-estate nei negozi, con inevitabili danni di fatturato: pare che al momento il debito dell’azienda molisana nei confronti dello stilista ammonti già a quasi 20 milioni di euro, ma Cavalli ha sottolineato di essere preoccupato, più che per il mancato guadagno, per l‘immagine del marchio “che vale oro”. E mostrando un ciondolo a cuore che portava al collo, ha detto: “Quello che voglio comunicare è che il cuore di Just Cavalli batte ancora”.
“Il mio bambino ha la febbre e la cosa migliore in questi casi è riportarselo a casa” ha aggiunto lo stilista toscano con la sincerità che lo contraddistingue, lasciando chiaramente capire che più che a un altro licenziatario, almeno nell’immediato, pensa a una produzione diretta della Just Cavalli: “Se Ittierre non ce la farà a realizzare questa collezione autunno-inverno 2009/2010, vedremo di farcela con le nostre forze toscane”.
A questo punto le domande della stampa si sono concentrate sugli esiti della trattativa con Clessidra: “La situazione di Just Cavalli non influenza i rapporti con il fondo di investimenti - ha concluso Cavalli -. Sono persone che mi piacciono, ma non ho ancora deciso nulla”.
c.mo.
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