Roma: Anci presenta alla Camera lo Shoe Report 2009

In attesa dell'incontro di domani tra i portavoce del sistema moda e il ministro Scajola, oggi l'associazione di categoria dei calzaturieri Anci, con il suo presidente Vito Artioli (nella foto), ha presentato nelle Sale della Camera dei Deputati, presso Palazzo Marini a Roma, Shoe Report 2009: il primo rapporto analitico sullo stato dell'industria del footwear nel nostro Paese.
Questa iniziativa, come precisa un comunicato di Anci, "è un invito alla comprensione di quanto lo stravolgimento dell'ordine economico mondiale stia trasformando il settore nella Penisola". Come sottolinea il presidente dell'associazione, Vito Artioli, "abbiamo deciso, prima di protestare, che era necessario capire e riteniamo sbagliato chiedere aiuti finanziari finalizzati solo al 'galleggiamento".
Lo Shoe Report fa luce su un comparto di cui troppo spesso si sottovaluta il dinamismo: infatti, le realtà calzaturiere rappresentano solo l'1,9% delle aziende riconducibili all'eccellenza del made in Italy, ma producono quasi il doppio dell'export totale (circa il 3,3%). Così gli addetti, pari al 3,7% della manodopera complessiva negli ambiti a più alta capacità esportativa, contribuiscono nell'ordine del 7% al saldo commerciale.
Oggi, sempre secondo il rapporto, bisogna prendere atto di una diversificazione delle imprese più accentuata che in passato (coesistono realtà vincenti e perdenti) e dell'importanza delle aggregazioni, "non più un'opzione, ma una necessità". Inoltre, è fondamentale investire in un modello aziendale evoluto, focalizzato sulla catena lunga del valore, non solo ed esclusivamente sul prodotto.
Ulteriori suggerimenti riguardano l'utilizzo dello strumento fiscale, "con la proposta di un allentamento dell'imposizione degli utili reinvestiti". "Non dimentichiamo - conclude Artioli - che l'assicurazione dei crediti maturati con forniture all'estero è spesso di importi inferiori ai minimi assicurati dalla Sace e che l'aumento del rischio in certe aree può creare difficoltà a chiunque. Un abbassamento della soglia di accesso ai finanziamenti Simest, una manutenzione straordinaria e un consolidamento del sistema dei Consorzi Fidi sono aspetti da considerare: spesso non occorrono rivoluzioni, ma semplicemente prestare attenzione e agire di conseguenza".
a.b.
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