Safilo rallenta del 7% nel quarter

L'Europa migliora, ma gli Usa restano stabili e l'Asia mostra delle difficoltà. Così il terzo trimestre di Safilo - gruppo dell'occhialeria il cui futuro dipende dal successo dell'operazione di ricapitalizzazione guidata dal socio Hal Holding - termina con ricavi globali in discesa del 7% a 212,6 milioni di euro e una perdita operativa di 35,6 milioni (da un precedente ebit di 6,5 milioni).
Il risultato quarterly dell'azienda, che ha in portafoglio licenze come Giorgio Armani, Gucci e Christian Dior, è peggiorato pasando da un rosso di 6,7 milioni a uno di 50,1 milioni.
Nella valutazione a nove mesi, invece, le vendite hanno accusato un -10,5% a 774,7 milioni di euro. Da un precedente utile operativo di 71,7 milioni, la società è passata a una perdita di 134,5 milioni. Il risultato netto al 30 settembre, su cui impattano voci non ricorrenti per 128 milioni di euro (inerenti, tra l'altro, la riorganizzazione industriale in atto), è quindi negativo per 186,2 milioni, dall'utile di 14,5 milioni dei primi nove mesi del 2008.
Nel comunicare i risultati, il gruppo di Padova ha anche fornito un aggiornamento in merito al piano di ricapitalizzazione approvato dal cda il mese scorso (vedi fashionmagazine.it del 20 ottobre): attualmente il progetto prosegue e comporterà un flusso di capitali in entrata per 283 milioni di euro, a garantire “la necessaria flessibilità finanziaria nel lungo periodo”. Come ricorda il management, l'operazione è subordinata alla positiva conclusione, entro il 18 del mese, dell'offerta di acquisto lanciata da Hal sulle obbligazioni Safilo 2013 in circolazione (per ora soltanto l'1,03% dei possessori ha aderito, quota che va ad aggiungersi al 38,76% già vincolato in vendita da alcuni obbligazionisti prima dell'avvio dell'operazione). “La stessa Hal Holding - aggiungono da Safilo - non detiene al momento alcuna obbligazione Safilo. Di conseguenza, non si può trascurare la possibilità che l'offerta non vada a buon fine”. In questo caso, l'intero piano di ricapitalizzazione potrebbe non avere luogo e la società dell'eyewear si troverebbe di nuovo “a dover fronteggiare una situazione di indebitamento particolarmente critica che determinerebbe, con ogni probabilità, al 31 dicembre dell'anno in corso l'incapacità di rispettare gli impegni assunti nei confronti delle banche finanziatrici”.
e.f.
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