Saloni dell'eyewear: oggi apre a Parigi il Silmo, per il Mido bisogna aspettare marzo

I primi mesi del 2009 sembrano confermare le difficoltà già emerse nel 2008 per il settore degli occhiali. In questo contesto di rallentamento del business, è in corso in questi giorni a Parigi (a Porte de Versailles, da oggi al 20 settembre), con quasi due settimane d’anticipo rispetto al solito, una nuova edizione di Silmo.
Ogni autunno il salone fa il punto sul comparto, alla presenza di oltre 1.350 espositori da quasi 150 Paesi. Una tornata, quella attuale, che punta sul rafforzamento dei servizi offerti al visitatore. Viene lanciata, infatti, l’iniziativa Workshop Merchandising, con la quale gli organizzatori intendono fornire spunti e consulenza agli ottici alla ricerca di nuove idee per l’allestimento delle vetrine. Queste “finestre” sul punto vendita vengono concepite come un vero media, con un importante potere d’attrazione per catturare i clienti e stimolarne l’acquisto. Non mancano, inoltre, un Forum Tendances, i "cahiers du Silmo" con approfondimenti sulle tematiche più scottanti del comparto, il premio Silmo d'Or destinato alle realtà più dinamiche e l'Espace Basse Vision, un percorso multisensoriale per mettersi nei panni, almeno per un po', di chi ha problemi di vista. La kermesse è stata preceduta ieri dal simposio "Fare utili ai tempi della recessione", cui hanno partecipato i leader dell'occhialeria e dell'ottica.
In Italia bisogna aspettare ancora qualche mese per una nuova edizione del Mido, che dà invece appuntamento alla community dell’eyewear dal 5 al 7 marzo. Anche nel 2010, dunque, questa rassegna gioca d’anticipo rispetto alle precedenti tempistiche che la collocavano in maggio, per meglio rispondere alle tempistiche del mercato e, nel contempo, fare sistema con le altre fiere milanesi degli accessori e della pelliccia: Micam, Mipel e Mifur.
Novità assoluta della prossima sessione sarà un’agenda più compatta, articolata su tre giorni, anziché su quattro, con orari di apertura prolungati, per offrire agli addetti ai lavori un programma “full immersion”, ricco di novità e sorprese, ma al tempo stesso attento all’ottimizzazione dei tempi.
e.a.
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