Segnali di rallentamento per la cosmetica

Anche la cosmetica comincia a risentire della difficile congiuntura internazionale. Dopo un primo semestre 2002 caratterizzato da un andamento di crescita costante del settore, le previsioni per gli ultimi sei mesi dell'anno evidenziano un significativo rallentamento del tasso di incremento. L'inversione di tendenza sarà mantenuta anche nei primi mesi del 2003. A rivelarlo è il Centro Studi e Cultura d'impresa dell'Unipro, l'Associazione italiana industrie cosmetiche che rappresenta il 90% delle aziende dell'intero comparto, con un'indagine effettuata su un campione di aziende associate. I dati raccolti, pur confermando valori positivi di sviluppo, al di sopra di altri comparti, rivelano che la cosmesi italiana, condizionata da pressioni sui prezzi e da una generale diminuzione della propensione al consumo, sta subendo un netto rallentamento con un tasso di crescita per il terzo trimestre pari a 5,2% e per il quarto del 6%.
A sostenere i ritmi di sviluppo sono i mercati internazionali. Le previsioni per l'intero anno 2002 sono di un incremento dell'export superiore al 15%, contro il 2,5% delle importazioni. Il mercato interno, invece, si muove a ritmi ancora deboli o addirittura in calo in alcuni comparti, come la profumeria tradizionale, da tempo un mercato saturo. "Alcuni canali crescono invece in modo sorprendentemente agile - ha dichiarato Alberto Donati, presidente dell'Unipro -. L'erboristeria e l'estetica, pur rappresentando una quota non molto significativa all'interno del settore (che nel 2001 ha generato un giro d'affari di 6,784 miliardi di euro), evidenziano un tasso di incremento a due cifre. La ragione di questo successo è legata soprattutto alla capacità di saper comunicare il prodotto al consumatore finale". Per quanto riguarda il canale delle farmacie le vendite aumentano, ma in misura inferiore al reale potenziale di crescita, tanto che si prevede che questo tipo di distribuzione sarà uno dei più importanti centri propulsori per i prodotti cosmetici. Infine la grande distribuzione, che rappresenta il 40% del fatturato globale, registra uno sviluppo inferiore rispetto alla media.
Secondo i dati raccolti, anche gli indicatori industriali segnano uno scarso dinamismo che perdurerà anche nei prossimi mesi. Si rileva un periodo di stabilità per quanto riguarda l'occupazione, mentre gli investimenti saranno rivolti più verso la Ricerca e Sviluppo che verso l'ampliamento delle capacità produttive.
v.s.
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