Semestrale in perdita per Csp International

Csp International ha archiviato i primi sei mesi del 2003 con una perdita pari a 7,4 milioni di euro e prevede di chiudere l’intero esercizio con un rosso su questi stessi livelli. Negli obiettivi del gruppo della calzetteria, che ha appena varato un piano strategico triennale, il ritorno all'utile nel 2005.
Nel semestre Csp International ha visto scendere i ricavi netti a 65 milioni di euro, contro i 75,3 milioni dello stesso periodo del 2002. Il risultato riflette un calo del 21% del fatturato della calzetteria, a fronte di un andamento positivo delle vendite di corsetteria e intimo seamless, la cui incidenza sul fatturato totale ha raggiunto il 38,5%.
In miglioramento la posizione finanziaria netta di metà anno, negativa per 69,7 milioni di euro, rispetto ai -73,3 milioni risultanti al 31 marzo scorso (la società ha ottenuto una linea di credito a medio termine per 10 milioni di euro da parte di un primario istituto bancario).
In calo anche il turnover del secondo trimestre, diminuito a 24,2 milioni di euro, dai 29,2 milioni dell’analogo periodo del 2002. Come ha comunicato la società, sulla performance pesa soprattutto la riduzione delle vendite di collant sul mercato russo, sul mercato italiano all’ingrosso e a private label francesi. Il risultato netto trimestrale è stato negativo per 5,9 milioni di euro, da quota -3,16 milioni del secondo trimestre dello scorso anno (oltre 1 milione sono oneri straordinari derivanti dalla ristrutturazione della francese Le Bourget).
Negli obiettivi di Csp International, oggi diretta da Gianfranco Bossi dopo le dimissioni di Massimiliano Retta (vedi fashionmagazine.it dell’11 e 15 luglio), un risultato pretasse (al netto di eventuali voci straordinarie) in pareggio per il prossimo anno e il ritorno all’utile netto di bilancio nel 2005.
Per raggiungere questi traguardi la società di Ceresara (Mn) ha varato un piano industriale triennale di contenimento dei costi, miglioramento dei margini e stabilizzazione del fatturato.
Il ridimensionamento dei costi contempla, fra l’altro, la riduzione del personale della capogruppo Csp International, oltre a quello di Le Bourgé, la revisione delle modalità di vendita nella grande distribuzione, la razionalizzazione della logistica, il ridimensionamento del magazzino e un minore indebitamento finanziario.
Quanto ai margini, il fatturato non derivante dal core business dei collant (intimo seamless, corsetteria e costumi da bagno) è destinato a raggiungere un’incidenza sui ricavi totali del 50% entro il 2006. La diversificazione dovrebbe consentire inoltre di migliorare il posizionamento sui canali distributivi più redditizi per l’azienda (il dettaglio e l’estero).
Per quel che concerne il fatturato, invece, il gruppo della calzetteria ha stimato una stabilizzazione dei valori attorno ai 150 milioni di euro, principalmente attraverso il lancio di nuovi prodotti, che dovrebbero raggiungere un’incidenza sul fatturato del 10% circa nel triennio 2004-2006. Si tratta in particolare di collant (vedi fashionmagazine.it del 4 luglio) e intimo seamless dalle proprietà cosmetiche, corsetteria ad alta performance e costumi da bagno high-tech. Puntando sul mercato russo, Csp International ha in progetto una produzione in loco al fine di rendere più competitivo il prodotto finale.
e.f.
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