Semestrali in Europa: non è ancora tempo di ottimismo

Nelle semestrali del lusso francese si avverte l'impatto della crisi: sia Hermès sia Christian Dior Group (cui fa capo Lvmh) registrano, infatti, una flessione del risultato operativo. In controtendenza Louis Vuitton, che cresce a doppia cifra. Nello sportswear, Adidas soffre il calo dei margini e deve mettere in conto maggiori oneri finanziari.
Nella prima metà dell'anno, Hermès può contare su un giro d'affari di 874,9 milioni di euro, in rialzo del 7,6% rispetto allo stesso periodo del 2008 (stabile, se il confronto avviene a valute costanti), con deludenti performance in Europa (Francia esclusa), America e Giappone, mentre in Asia si rivelano dinamici Cina e Corea. Tra i business più in sofferenza quello dell'orologeria. Il risultato operativo semestrale della maison si riduce del 2% a 199,8 milioni di euro, mentre l'utile netto segna un -7% a 125,4 milioni. E dopo che nelle vacanze sono emerse voci di rottura con il direttore creativo Jean Paul Galultier, poi smentite, il management profila ricavi stabili per fine anno (a cambi invariati) e un lieve calo dell'utile operativo. Continueranno inoltre gli investimenti, in gran parte destinati al rinnovo di oltre una dozzina di negozi, soprattutto in Asia e Stati Uniti.
Il leggero incremento del fatturato di Lvmh, che raggiunge i 7,8 miliardi di euro (vedi anche fashionmagazine.it del 28 luglio), non basta a mantenere stabili i ricavi totali della controllante Christian Dior Group, che nei sei mesi scendono a 8,14 miliardi dai precedenti 8,15. I profitti operativi cedono l'11,9% a 1,36 miliardi di euro, mentre l'utile netto si riduce del 27% a 709 milioni. Il management del gruppo parigino conferma una crescita a doppia cifra del giro d'affari di Louis Vuitton, la cui profittabilità mantiene livelli “eccezionali”. Il rallentamento dei consumi negli Stati Uniti e nel Sol Levante penalizza invece Christian Dior Couture, le cui vendite passano da 366 a 340 milioni di euro (-7% a cambi correnti e -11% a parità di valute). I profitti operativi della maison si riducono invece a zero, dai 7 milioni della prima metà del 2008.
In Germania, il gigante dello sportswear Adidas vede diminuire il turnover di metà anno del 2% a 5 miliardi di euro (-7% a cambi costanti), con il brand adidas che subisce un -3% a 3,67 miliardi (-8% a valute invariate) e la controllata Reebok che accusa un -2% a 907 milioni (-6% senza l'effetto dei cambi). L'11% di profitti lordi in meno, atteatatisi a 2,3 miliardi di euro, pesa sull'utile netto del gruppo che si riduce del 95% a 13 milioni di euro (la cifra risente anche di un +35% del tax rate). I vertici auspicano tuttavia un miglioramento della profittabilità nella seconda parte dell'esercizio trainata dai mondiali di calcio 2010.
e.f.
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