Seri.co: il logo della discordia

Seri.co: dopo la Tv, le manifestazioni tessili europee e la carta patinata, prossima destinazione i tribunali? Sul marchio di qualità dell’industria serica italiana, e di quella comasca in particolare, è scoppiata una "bufera" legale. Oggetto del contendere, la proprietà intellettuale del logo.
Nei giorni scorsi, infatti, sul tavolo dei vertici del Tessile di Como, la Spa consortile che gestisce le iniziative promozionali legate a Seri.co, è infatti arrivata la lettera di un legale che, per conto della società di comunicazione Agenpress di Milano, rivendica la proprietà intellettuale del logo, una “y” rovesciata che richiama il lago di Como e che a qualcuno pare una sorta di ideogramma orientale.
Messi a punto nel 2000 e registrati nel 2001 in quasi tutti i Paesi del mondo, in tre/quattro anni marchio e logo hanno avviato una lenta ma costante opera di sensibilizzazione, sia presso il grande pubblico sia tra stilisti e addetti ai lavori, sul valore dei tessuti serici italiani: una campagna che questa vicenda giudiziaria potrebbe interrompere o comunque rallentare.
Da Como arrivano comunque commenti tranquillizzanti. “Siamo assolutamente convinti della nostra buona fede, la vicenda si chiarirà”, afferma l’amministratore delegato del Tessile di Como, Pierluigi Tagliabue.
g.c.
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