Seta italiana: nel primo semestre l'export verso la Cina è cresciuto del 186,7%

Negli ultimi due anni l'industria serica italiana ha registrato un forte incremento delle proprie esportazioni verso la Cina, in termini sia di quantità, sia di valore. E il primo semestre 2005 è in linea con questo andamento positivo. Lo rivelano i dati Istat, elaborati dalla Stazione Sperimentale per la Seta.
Nei primi sei mesi di quest'anno l'export di seta in direzione del grande Paese asiatico ha fatto un balzo in avanti del 186,7% in valore e del 237,49% in quantità in confronto con l'analogo periodo 2004, mentre il flusso commerciale verso Hong Kong è avanzato del 50,51% in valore e del 53,53% in quantità. Per la prima volta l'ex colonia britannica e la Cina continentale hanno dunque superato per importanza uno storico interlocutore dell'industria serica del nostro Paese, il Giappone.
Dati sorprendenti, che i portavoce della Stazione Sperimentale per la Seta e di Seri.co (il marchio di qualità della seta italiana) attribuiscono all'imbattibilità dei produttori italiani, e in particolare comaschi, sull'alto di gamma.
"Non dimentichiamo - commenta il presidente di Seri.co, Alessandro Tessuto - che abbiamo dovuto affrontare la concorrenza cinese con molti anni di anticipo rispetto ad altri distretti e ad altre lavorazioni. Questo ci ha permesso di individuare le strategie di mercato più adeguate al nostro posizionamento".
"L'Italia - aggiunge Tessuto - è in grado di garantire i più elevati standard qualitativi sia nei prodotti finiti, come foulard e cravatte, sia nelle stoffe". In generale, nel primo semestre 2005 le esportazioni della seta "made in Italy" sono progredite dell'11,14%, contro un +7,2% nel gennaio/giugno 2004.
a.b.
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