Settore cosmetico: l’export in ripresa

Il made in Italy cosmetico è in fase di rallentamento ma l’export è in sensibile ripresa: questo il dato emerso ieri dalla presentazione di una ricerca elaborata dal Centro Studi e Cultura d’Impresa dell’Unipro, l’associazione che riunisce le industrie cosmetiche italiane.
In primo piano le esportazioni quindi, con previsioni di chiusura pari a un aumento di quasi 5 punti percentuali rispetto al 2003 (che si era chiuso con un totale di 7.155 milioni di euro) e mercato interno caratterizzato da una certa disomogeneità.
Una condizione d’instabilità causata da più fattori, che registra però una debole tenuta dei canali tradizionali (+1,2%) così come una flessione di quelli professionali (-1,3%).
Riferendosi ai singoli canali, le previsioni di chiusura dell’anno in corso, confermano invece la fase di rallentamento per i saloni di acconciatura, così come l’andamento decrescente del canale profumeria che vive un momento particolarmente difficile a causa dello spostamento d’esigenze del consumatore. In ascesa, piuttosto, i canali di nicchia con l’erboristeria al primo posto (+5,9%) e la farmacia (+4,8%) al secondo, seguiti dal mass market (+3,5%).
Positiva la situazione del livello occupazionale, in relazione all’andamento dell’intero settore manifatturiero italiano mentre, gli andamenti decrescenti della domanda interna, influenzano negativamente sia le strategie di ampliamento della capacità produttiva che gli investimenti in manutenzione.
Conclude la ricerca la certezza che, solo un’adeguata qualificazione del processo produttivo e uno sviluppo delle attività di comunicazione, ha permesso alle imprese italiane di creare, fino ad oggi, la prestigiosa immagine del “made in Italy”. Non è quindi un caso che, proprio in questi due settori, vengano registrati i maggiori aumenti d’investimento: precisamente del 40% e del 30,3%.
d.p.
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