Si è concluso oggi il convegno dell’International Herald Tribune a New Delhi

Si è concluso oggi il raduno annuale dei vip del settore - imprenditori, designer e addetti ai lavori - che l’International Herald Tribune e il suo “guru” Suzy Menkes hanno organizzato all’Imperial Hotel di New Delhi per parlare della sostenibilità del lusso. Sono intervenuti da François-Henri Pinault ad Anna Zegna, da Christian Blanckaert di Hermès a Stephen Lussier di De Beers, ma anche Lapo Elkann, Roberto Cavalli, Dries Van Noten e Nicolas Ghesquière con l’obiettivo di capire se oggi il concetto di lusso sia ancora legato a quella “supremazia di casta” interpretata così bene dai maharajas indiani della Belle Epoque. Oggi il mondo è completamente cambiato anche a Delhi e Mumbai dove i più lussuosi shopping mall confinano con le squallide baracche che hanno fatto da scenografia del film The Millionaire, così come sono cambiate le parole d’ordine del lusso. Bellezza, serenità e sostenibilità hanno sostituito i codici aggressivi degli anni passati. Sembra che il consumatore indiano, pur se affluente, abbia una certa ritrosia a spendere in patria dove convive con un terzo dei poveri del pianeta, mentre è più rilassato e disponibile all’acquisto se si trova nelle capitali internazionali del oppure nei mall di Delhi o Mumbai che con l’entertainment ricreano delle enclavi segrete che favoriscono lo shopping. Uno dei più famosi a Delhi, l’Emporio, è di proprietà della famiglia Singh (Gruppo DLF), leader nel retail di lusso e attiva da 60 anni nell’immobiliare, che ha organizzato una serata di Gala per 500 persone in puro stile Bollywood con tanto di Rolls Royce degli anni ’30 sparse nel grande parco della villa, gioielli indiani in bacheche e splendide fanciulle in sari più o meno coinvolte nel mondo del cinema. Per citare Roberto Cavalli che di red carpet se ne intende, ”Hollywood ha definitivamente corrotto Bollywood”. Le conclusioni della conferenza sono chiare: i brand del lusso occidentale sono solo all’inizio del percorso che li porterà a capire la mentalità del consumatore indiano. Occorre ancora trovare una formula di distribuzione e promozione che garantisca sia la sostenibilità culturale che quella economica.
a.a.
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