Si chiude il caso Giacomelli

Si è chiuso nei giorni scorsi il filone principale del processo Giacomelli. Tra le condanne definitive quella di Gabriella Spada, presidente della catena di negozi sportivi ai tempi del crack, cui sono stati inflitti sei anni di reclusione (ridotti, con il giudizio abbreviato, a quattro anni).
Come emerge dal supplemento Plus24 de Il Sole 24 Ore, il ruolo della Spada nella bancarotta del gruppo riminese è stato ridimensionato nel corso del processo: le decisioni operative più importanti erano prese da altri, come il marito Emanuele Giacomelli, che è stato condannato a nove anni.
Tre anni e 14 giorni sono andati al fondatore, Antonio Giacomelli, che non ha causato l'insolvenza della società ma che ha avuto un ruolo determinante nel giro di fatture false emesse per sovrastimare il giro d'affari, in vista della quotazione in Borsa. Una condanna di tre anni è andata anche alla madre della Spada per insider trading e riciclaggio, mentre quattro anni e 10 mesi è la sentenza per il direttore finanziario Stefano Pozzobon.
e.f.
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