Sign Box: nel futuro della holding nuovi marchi e progetti sul retail

Obiettivi ambiziosi per Sign Box, holding creata da Luciano Donatelli, imprenditore e presidente dell'Uib (Unione Industriale Biellese) insieme alle famiglie Abate, Falco e Gallo per rilanciare l'eccellenza italiana attraverso un selezionato mix di marchi.
Alla holding, nata circa un anno fa, fanno attualmente capo la sartoria d'alta gamma Annalisa di Varese e i marchi di abbigliamento e soprattutto maglieria Peter Brown, Rebecca Brown (la linea già disegnata da Romeo Gigli), Cains Moore, Cox Moore e Dellarovere, accomunati da un posizionamento su un target alto e da una tradizione consolidata. Obiettivo di Sign Box è potenziarne l'identità, indissolubilmente legata al nostro Paese, concentrando la produzione nei distretti del nostro territorio: Biella, Como, Prato, ma anche Napoli, Bari e il Veneto. "Quando abbiamo acquistato Annalisa - spiega a fashionmagazine.it Luciano Donatelli, che riveste il ruolo di ceo - era in programma un piano di delocalizzazione, che abbiamo bloccato per riqualificare la manodopera italiana". "Nel caso di Cains Moore e Cox Moore - aggiunge - abbiamo mantenuto i laboratori, dislocati soprattutto nel ferrarese, decentrando in Scozia, presso aziende di matrice artigianale, solo gli articoli altamente specializzati". Quanto a Peter Brown, "per ora il 'fatto in Italia' riguarda solo il 40% della produzione - sottolinea l'imprenditore - perché il 60% è ancora diviso tra Mongolia, Romania e Grecia. Ma lentamente stiamo riportando tutto a casa".
Tra i progetti di Sign Box spicca un piano retail che prevede l'opening, nell'inverno 2011, di due negozi Dellarovere a Cannes e a Forte dei Marmi e che proseguirà con ulteriori aperture, per questa ma anche per altre collezioni in portfolio, fino a raggiungere una trentina di boutique nel medio termine. "E poi ulteriori acquisizioni - confida Donatelli - non solo nell'abbigliamento, ambito nel quale operano due nomi che stanno per entrare nella nostra orbita, ma anche nella pelletteria, una tradizione che nel biellese si è progressivamente persa (attualmente in zona è attiva una sola impresa conciaria) ma che ha tutte le carte in regola per risorgere. In quest'ottica, stiamo ragionando sulla possibilità di avviare in loco una scuola per formare esperti a tutti i livelli della filiera pelle". La holding ha registrato un fatturato di 12 milioni di euro nel 2009, con la prospettiva di salire a 50 milioni entro i prossimi cinque anni.
a.b.
stats