Sistema Moda: un protocollo d'intesa rivolto ai futuri parlamentari europei

Le associazioni imprenditoriali e i sindacati della filiera industriale moda presenteranno mercoledì prossimo a Milano un protocollo d’intesa per un piano coordinato europeo di politiche a favore di investimenti, occupazione e redditi.
Si tratta specificamente di un protocollo per la Legislatura Ue 2009-2014, rivolto a candidati, futuri parlamentari europei, forze politiche presenti nel Parlamento europeo. Questi i temi chiave: trasparenza e tracciabilità; reciprocità e regole del commercio internazionale; dazi e quote; occupazione e dialogo sociale; protezione sociale, qualità e sicurezza dei prodotti; emission trading; legalità e concorrenza.
“Ancora una volta il sistema si mostra capace, unitariamente, di anticipare i tempi, essere propositivo, fare agenda negli interessi comuni di un settore che spesso, soprattutto in Italia, viene dimenticato da istituzioni e Governo", commenta Valeria Fedeli, segretario generale di Filtea Cgil e presidente del sindacato tessile del nostro continente, durante la riunione parigina della Ces, Confederazione dei sindacati europei.
La presentazione del protocollo avverrà pochi giorni prima del voto: non è quindi una pura segnalazione di un problema o di una priorità, ma un appello per ottenere l’impegno effettivo del prossimo Parlamento europeo. "Staremo a vedere chi avrà volontà e competenza per rispondere - conclude Fedeli -. È un’esigenza forte della moda e un’opportunità per la politica".
In un'intervista al Sole 24 Ore, il presidente di Smi Michele Tronconi precisa oggi che, dei temi presi in considerazione dal protocollo, sicuramente il più importante è quello della tracciabilità, ossia del "made in" obbligatorio, sul quale soprattutto i Paesi del Nord fanno ostracismo. Tronconi si riallaccia anche alle regole del commercio internazionale, specificando che l'attuale Doha Round dovrebbe assicurare la valorizzazione della dimensione sociale e il rispetto per l'ambiente, dazi non oltre il 15% per le nazioni della Wto, la cancellazione delle barriere tariffarie e, più in generale, la salvaguardia di comparto di vitale importanza come il tessile-abbigliamento.
a.b.
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