Sistema moda: la cultura è un asset del made in Italy

L'arte e i beni culturali, visti come leva strategica, sono stati oggi protagonisti dell'assemblea di Sistema moda Italia. Il ministro Giuliano Urbani ha annunciato agevolazioni fiscali. Confermato l'impegno (18 miliardi di lire) per il Museo della Moda. "È un'assemblea importante per Sistema moda Italia - ha esordito Vittorio Giulini, confermato presidente al termine dell'assemblea - in quanto è la prima dopo l'integrazione con l'associazione serica ed è l'ultima prima della fusione il prossimo anno con l'Associazione tessile". E il presidente ha giocato sull'appuntamento una delle carte su cui più crede per alimentare la competitività del made in Italy: "I beni culturali - ha spiegato - di cui l'Italia possiede circa i due terzi del totale mondiale, sono il nostro principale asset, e come tale occorre valorizzarlo e comunicarlo". Nel corso dell'assemblea si sono alternati gli interventi di numerosi associati che hanno presentato le proprie iniziative nel campo della cultura e dell'arte: da Zegna a Laura Biagiotti, da Brunello Cucinelli a Giordano Zucchi, da Gaetano Marzotto a Fernanda Giulini (sorella del presidente), fino ai rappresentanti dei principali distretti tessili italiani. Una serie di esempi di cui il ministro dei Beni culturali Urbani si è detto "consolato", in quanto "è proprio grazie ai privati - ha chiarito - che l'Italia in qualche modo riesce a conservare e valorizzare le vestigia del proprio passato, attività per cui viene investito appena lo 0,17% del Pil contro percentuali che vanno dallo 0,6 all'1% dei partner europei". Occorre perciò fare di più. "L'idea è quella - ha proseguito - di rendere gli investimenti nell'arte un business per l'impresa". Di sorpassare il mecenatismo, quindi, "immaginando agevolazioni fiscali in linea con quelle degli altri Paesi, una volta raggiunto un maggiore equilibrio nelle finanze pubbliche". Altre forme di collaborazione le ha suggerite Giulini: "Le aree di sinergia sono infinite. Si pensi alle opportunità che si aprirebbero con la privatizzazione di un gran numero di edifici da recuperare, o a quelle legate al rilancio dei centri storici". Giulini ha ribadito, tra gli esempi, quello che stanno pensando di fare gli amministratori di Pechino: creare una sorta di area del lusso attorno alla Città Proibita (vedi fashionmagazine.it del 22 maggio).
Infine, confermato il progetto Museo della Moda, annunciato dallo stesso ministro Urbani alcuni mesi fa. La scorsa legge Finanziaria ha disposto uno stanziamento di 18 miliardi (circa 9 milioni di euro), e il progetto ha già passato l'approvazione di una delle due Camere. "Dal definitivo via libera del Parlamento - ha concluso Urbani - il gruppo di lavoro per la creazione del museo sarà operativo entro 15 giorni: si tratterà di un luogo in grado di raccogliere immagini, storia e concetti, che avrà anche una funzione itinerante". La sede? "Milano", ha risposto Giulini.
l.t.
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